La tutela del software nel diritto d’autore

La protezione brevettuale riguarda solo uno dei due aspetti del software, anche se il principale, in quanto ne protegge proprio in concetti e le idee di fondo, e quindi fornisce la protezione più ampia. Tuttavia, anche l’aspetto formale può avere la sua importanza, perché anche esso ha tempo e sforzi di sviluppo, soprattutto se il programma elaborato ricade in uno dei pochi casi non proteggibili tramite brevetto. Per proteggere l’aspetto formale, in molti paesi si è ritenuto che lo strumento normativo più adatto fosse la legge sul diritto di autore, assimilando la forma espressiva di un programma a quella letteraria. In particolare, l’Unione Europea ha pubblicato nel 1991 una direttiva relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore “prendendo atto dello sviluppo del settore del software come elemento strategico per il progresso, e tenendo conto che la creazione di programmi richiede l’investimento di considerevoli risorse umane, tecniche, finanziarie, mentre la copia comporta un costo minimo”.

Vediamo ora in dettaglio quanto previsto la legge sulla protezione del software tramite il diritto d’autore.

Il diritto d’autore spetta al datore di lavoro se il programma è stato creato dal lavoratore dipendente nell’esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dal datore di lavoro.

Il diritto di autore, analogamente alle opere letterarie, nasce al momento della sua creazione e dura fino a 70 anni dalla morte dell’autore o dell’ultimo degli autori.

L’ambito di protezione si sostanzia nel diritto di effettuare o autorizzare la riproduzione, permanente o temporanea, totale o parziale del programma con qualsiasi mezzo o in qualsiasi forma (compresi il caricamento, la visualizzazione, l’esecuzione, la trasmissione o la memorizzazione che richiedano la riproduzione del programma); la traduzione, l’adattamento, la trasformazione ed ogni altra modificazione, nonché la riproduzione dell’opera che ne risulta; la distribuzione al pubblico in qualsiasi forma compresa la locazione.

La legge ha istituito un registro pubblico speciale presso la SIAE per la registrazione del software per fornire una data certa, dare una presunzione di paternità e invertire in tal modo l’onere della priva. La registrazione non è obbligatoria ma è consigliabile.

La legge vieta inoltre di mettere in circolazione o detenere per scopi commerciali copie non autorizzate e prevede delle sanzioni economiche e penali per coloro che violano i programmi per elaboratori a scopo di lucro.

A norma del regolamento nr. 244 del 22/04/1994, la registrazione può essere effettuata presentando un esemplare del programma e una descrizione dello stesso con ogni elemento utile per la sua identificazione. Il programma deve essere registrato su un supporto ottico o altro supporto non modificabile, stabile e compatto, accettato alla SIAE.

Il registro è pubblico e può essere consultato insieme ai documenti allegati, ad esclusione del programma.

Anche all’estero il software è protetto in base alla legge sul diritto d’autore.