Istruzioni tecniche semplificate RES. 1.7.4. D.M. 2006-42-CE

Istruzioni tecniche semplificate RES. 1.7.4.- D.M. 2006/42/CE

Il Diritto Privato e il RES 1.7.4 della Direttiva Macchine 2006/42/CE sanciscono, per i costruttori di beni strumentali, l’obbligo di:

  • progettare e costruire macchine sicure;
  • informare e formare all’uso delle macchine in condizioni di sicurezza.

Una caratteristica imprescindibile nella redazione di un Manuale di Installazione, Uso e Manutenzione è la fruibilità da parte degli utilizzatori a cui è destinato il Manuale stesso, affinché possano operare in modo autonomo, conveniente e in condizioni di sicurezza. Tale caratteristica ha anche un importante impatto commerciale, in quanto contraddistingue il prodotto nel mercato globale.

Il redattore tecnico deve pertanto strutturare le informazioni in modo che esse risultino:

  • agevolmente individuabili all’interno del documento;
  • facili da comprendere;
  • adatte allo scopo, chiare e rese con l’adeguato livello di dettaglio.

Oggi sono disponibili metodi e strumenti ICT di ultima generazione, fondamentali perché i tecnici con le loro esperienze e competenze possano redigere Manuali di qualità. Sono richieste abilità, capacità di adattamento e innovazione per poter entrare come attori principali nel circolo virtuoso della comunicazione tecnica.

Inoltre l’adozione del Linguaggio Tecnico Semplificato apre una nuova frontiera per elaborare documenti che siano davvero un efficace strumento di lavoro per tutta la filiera produttiva, dai centri di assistenza agli utenti finali, con una significativa riduzione di tempi e costi. Adottare il Linguaggio Tecnico Semplificato significa soprattutto:

  • frammentare i concetti in frasi di senso compiuto;
  • rispettare gli indici di leggibilità;
  • usare forme sintattiche e lessicali specifiche;
  • usare terminologie coerenti, corrette e mono referenziali;
  • scrivere frasi brevi e lineari;
  • usare la forma verbale attiva e il modo indicativo.

Il Linguaggio Tecnico Semplificato è pertanto un Linguaggio Controllato, che riduce le ambiguità e le complessità del linguaggio naturale e il cui utilizzo richiede conoscenze multidisciplinari e un insieme di regole strutturate.

Iperammortamento in corso di validità il terzo rinnovo dell'agevolazione

Iperammortamento: in corso di validità il terzo rinnovo dell’agevolazione

Presentazione

Il termine “Industria 4.0” Viene utilizzato per identificare le rapide trasformazioni tecnologiche nella progettazione, produzione e distribuzione di sistemi e prodotti collegati alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” che vede un impiego sempre più pervasivo di dati e informazioni, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi. Tutto ciò è reso possibile attraverso l’individuazione di soluzioni tecnologiche per: a) Ottimizzare i processi produttivi; b) Supportare i processi di automazione industriale; c) Favorire la collaborazione produttiva tra imprese attraverso tecniche avanzate di pianificazione distribuita, gestione integrata della logistica in rete e interoperabilità dei sistemi informativi.

In tale contesto lo Stato Italiano con la Legge di Stabilità 2019 (legge 145/2018) ha approvato il terzo rinnovo del cosiddetto “IPERAMMORTAMENTO”, volto ad incentivare processi di trasformazione tecnologica e/o digitale.

Beneficiari

L’agevolazione è rivolta a tutte le Aziende produttive operanti sul territorio nazionale.

Spese ammissibili

Sono ammissibili i beni strumentali quali macchine per la trasformazione delle materie prime, impianti di lavorazione e movimentazione, dispositivi di automazione e simulazione. Si rimanda alla consultazione dell’allegato A della legge 232/2016 per una puntuale elencazione dei beni agevolabili. Tutti i beni di cui sopra devono rispondere a cinque caratteristiche:

  1. – Disporre di un controllo per mezzo di Cnc (Computer numerical control) e/o Plc (Programmable logic controller);
  2. – Avere la capacità di interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
  3. – Essere predisposti per integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  4. – Avere un’interfaccia tra uomo e macchina semplice e intuitiva;
  5. – Rispondere ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

–     Sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;

–     Monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;

–     Caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

La legge di stabilità 2017 ha esteso il già esistente superammortamento del 140% ai software/sistemi informatici a condizione che l’impresa usufruisca al tempo stesso dell’iperammortamento al 250%, indipendentemente dal fatto che il bene immateriale sia o meno specificatamente riferibile o collegato al bene materiale agevolato. L’allegato B alla suddetta legge di stabilità individua le caratteristiche dei software ammissibili:

–     Software per la progettazione, rilevazione delle prestazioni e produzione di manufatti, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del prodotto/processo produttivo e per l’archiviazione digitale strutturata (sistemi CAD-CAM, EDM, PDM, PLM, Big data Analytics, sistemi SCADA, MES, CMMS, soluzioni Iot e Cloudcomputing).

–     Software di supporto alle decisioni e analisi predittiva (sistemi di BI, di simulazione e cyberfisici).

–     Software di ausilio all’interazione uomo-macchina.

–     Software di cybersecurity.

Se il software è “Embedded”, e quindi necessario al funzionamento del bene, scatta anche per esso l’iperammortamento ovvero il maggior incremento della quota aggiuntiva di deduzione (come i beni materiali).

Per i beni facenti parte del contesto di apparati per l’assicurazione della qualità e per la sostenibilità dei processi produttivi, nonché per i dispositivi utili all’interazione con le macchine, “indossabili” è prevista l’ammissibilità previa la sola interconnessione con i sistemi di fabbrica.

Agevolazione

L’agevolazione consiste in un innalzamento della percentuale di ammortamento dal 150% (beni acquistati nel 2017 – 2018) al 170% (beni acquistati nel corso del 2019), per i beni ammissibili. In altre parole quindi l’acquisto di questa tipologia di beni consente un ammortamento fiscale (non civilistico!!) dal 250 al 270%.

Modailità di fruizione

L’agevolazione consente di usufruire di una quota di ammortamento annua maggiorata del 150% – 170% con contestuale abbattimento dell’utile di esercizio. La fruizione della maggiore quota può avvenire solamente dopo che i beni siano stati interconnessi in rete aziendale e siano stati integrati nei flussi informativi del gestionale aziendale: tale condizione deve essere attestata tramite perizia tecnica giurata. Per i beni di valore inferiore a 500.000 euro la normativa prevede che sia sufficiente la sola attestazione del Legale rappresentante, in forma di dichiarazione sostitutiva d’atto notorio. Tuttavia, alla luce di precedenti esperienze, è più prudente procedere comunque con la perizia anche in questo secondo caso.

Gli investimenti condotti dovranno essere consegnati e collaudati entro il 31 dicembre 2020 (salvo ulteriori estensioni). La perizia e la conseguente fruizione potrà invece avvenire entro il periodo di ammortamento del bene, senza perdita di contributo (la quota non dedotta verrà dedotta l’ultimo periodo di ammortamento del bene).

Norma UNI EN ISO 12100:2010 Sicurezza del macchinario

Norma UNI EN ISO 12100:2010 Sicurezza del macchinario

La norma UNI EN ISO 12100:2010 “Sicurezza del macchinario – Principi generali di progettazione – Valutazione del rischio e riduzione del rischio” è la norma armonizzata più importante per la progettazione in sicurezza di macchine conformi alla Direttiva.

La norma UNI EN ISO 12100:2010:

  • definisce la terminologia di base, i principi e i metodi generali di progettazione per ottenere la sicurezza in fase di progettazione delle macchine, ad uso professionale o non professionale;
  • specifica i principi a cui i progettisti e i costruttori devono attenersi per la valutazione e la riduzione del rischio. Questi principi si basano sulla conoscenza e l’esperienza di progettazione, sull’utilizzo, gli incidenti, gli infortuni e i rischi associati al macchinario. Le procedure descritte identificano i pericoli e stimano e valutano i rischi durante le fasi pertinenti del ciclo di vita della macchina, con l’obiettivo di eliminare i pericoli o arrivare a ridurre sufficientemente i rischi;
  • fornisce linee di orientamento sulla documentazione e la verifica del processo di valutazione e riduzione del rischio;
  • è destinata a essere utilizzata come base per la preparazione delle norme di sicurezza di tipo B o di tipo C. Essa non si occupa di rischi e/o danni agli animali domestici, ai beni o all’ambiente;
  • si riferisce a ISO 14120 per la scelta dei ripari di sicurezza: ISO 14120 ha una copertura internazionale, mentre UNI EN riguarda solo l’Europa.
SME Instrument – finanziamenti europei per progetti innovativi

SME Instrument – finanziamenti europei per progetti innovativi

Lo SME Instrument è uno schema di finanziamento di Horizon 2020 dedicato alle PMI innovative che intendono sviluppare delle innovazioni di prodotto, di servizio, di processo e di business model per accrescerne la competitività sui mercati internazionali.

È possibile presentare proposte in più scadenze (cut-off di valutazione) nel corso dell’anno.

Complessivamente, per il periodo 2014-2020 la Commissione europea ha stanziato per lo SME Instrument circa 3 miliardi di euro. Lo SME Instrument prevede tre Fasi che ricalcano l’intero ciclo innovativo, dalla valutazione della fattibilità tecnico-commerciale dell’idea innovativa, passando per lo sviluppo del prototipo su scala industriale e della prima applicazione sul mercato, fino alla fase della commercializzazione. L’obiettivo ultimo è quindi quello di trasformare idee profondamente innovative in soluzioni concrete con un impatto europeo e globale.

Le tre Fasi dello SME Instrument sono: Fase 1: Valutazione dell’idea e dalla fattibilità; Fase 2: Dimostrazione, Market Replication, R&S; Fase 3: Commercializzazione.

 

Fase 1: Valutazione dell’idea e dalla fattibilità

La Fase 1 finanzia una analisi della fattibilità tecnico-scientifica e del potenziale economico-commerciale dell’idea progettuale. Le attività in questa fase possono quindi comprendere: l’analisi dello stato dell’arte, la valutazione del rischio, l’analisi del regime della proprietà intellettuale, la ricerca di eventuali partner, l’analisi di mercato e lo sviluppo di una prima strategia di commercializzazione.

Il risultato atteso dallo SME Instrument – Fase 1 è la realizzazione di un Busines Plan che, sulla base dei risultati emersi dalla studio di fattibilità, indichi nel dettaglio le azioni che l’azienda intende mettere in atto per sviluppare l’innovazione e portarla sul mercato. Tale documento sarà il punto di partenza nel caso si voglia presentare una proposta in Fase 2. Per realizzarlo, la Commissione europea contribuirà erogando un contributo forfettario massimo di 50.000 euro per progetto, con una durata del progetto pari a 6 mesi.

 

Fase 2: Dimostrazione, Market Replication, R&S

Le PMI in possesso di un Business Plan, realizzato nell’ambito della Fase 1 dello SME Instrument oppure per mezzo di altre forme di finanziamento, possono presentare una proposta in Fase 2.

La Fase 2 dello SME Instrument prevede la realizzazione e il finanziamento del progetto di market replication vero e proprio. Le attività si incentrano sullo sviluppo del prototipo su scala industriale, sulla verifica delle performance e sulla eventuale miniaturizzazione, fino ad una prima replicazione sul mercato.

Al termine della Fase 2 ci si attende che l’innovazione sia già sufficientemente sviluppata e pronta per essere lanciata sul mercato.

Per la Fase 2 è previsto un co-finanziamento pari al 70%, con un contributo della Commissione che varia tra i 500.000 euro fino a 2.500.000 euro. I progetti dovranno avere indicativamente una durata tra i 12 e i 24 mesi.

 

Per i progetti che avranno superato la soglia minima (tredici su quindi), è stato inserito uno nuovo step di valutazione che consiste in una presentazione da effettuare a Bruxelles alla presenza di un board di esperti, a cui seguirà una sessione di questions and answers. Il tutto avrà una durata di 30 minuti e servirà a valutare la qualità della proposta e la motivazione del team che presenta il progetto.

 

Fase 3: Commercializzazione

La Fase 3 dello SME Instrument è pensata per favorire la commercializzazione delle soluzioni innovative progettate nella Fase 2 e per favorire l’accesso al capitale privato, offrendo allo stesso tempo servizi di supporto specifici.

In particolare, la Fase 3 non prevede un finanziamento diretto, ma servizi di supporto al fine di facilitare il dialogo con il finanziamento privato (ad esempio: ventur capital, business angels) e di cogliere ulteriori opportunità economiche-finanziarie (finanza di rischio, appalti pubblici all’innovazione e/o pre-commerciali).

Inoltre, accedendo alla Fase 3 si avrà accesso ai servizi specializzati offerti dalla rete europea Enterprise Europe Network (EEN), in particolare quelli dedicati all’innovazione e all’internazionalizzazione.

 

 

Le scadenze per la presentazione dei progetti

Cut off SME Instrument 2018-2020

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO 1.1.1

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 1.1.1

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.1

Sostegno a progetti di ricerca alle PMI che prevedono l’impiego di ricercatori (dottori di ricerca e laureati magistrali con profili tecnico-scientifici) presso le imprese stesse.

La Regione Veneto ha stanziato € 4.500.000 per incentivare l’attività di ricerca specializzata e di sviluppo sperimentale, sia i meccanismi di innovazione tramite l’impiego di ricercatori.
Interventi ammissibili
Sono ammissibili i progetti coerenti con la RIS3 Veneto e con il Piano Strategico Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico e l’Innovazione e, orientati quindi, verso le traiettorie di sviluppo previste dai quattro ambiti di specializzazione: Smart Agrifood, Sustainable Living, Smart Manufacturing e Creative Industries attraverso lo sfruttamento delle tecnologie abilitanti – micro e nano elettronica, materiali avanzati, biotecnologie industriali, fotonica, nanotecnologie e sistemi avanzati di produzione – e dei driver dell’innovazione, intesi come fattori catalizzatori o di stimolo per l’innovazione, non solo tecnologica, e che prevedono l’impiego di ricercatori nelle imprese per lo svolgimento di una delle seguenti tipologie progettuali:

a) ricerca industriale;
b) sviluppo sperimentale;
c) innovazione di processo.

Ai fini del presente bando, sono considerati ricercatori il personale in possesso di un dottorato di ricerca conseguito presso una Università italiana o estera (se riconosciuto equipollente sulla base della legislazione vigente in materia) o in possesso di Laurea Magistrale in discipline in ambito tecnico o scientifico purché impiegato in attività di ricerca e sviluppo o innovazione.

 

Intensità del Contributo

Il sostegno, in forma di contributo in conto capitale, è concesso a fronte di un progetto che, in base alla tipologia di attività progettuale, prevede una spesa ammissibile compresa tra i seguenti valori:

Ricerca industriale: min 80.000,00 – max 350.000,00
Sviluppo sperimentale: min 40.000,00 – max 200.000,00
Innovazione di processo: min 20.000,00 – max 100.000,00

L’intensità del sostegno varia in relazione alla tipologia di attività progettuale e alla classificazione dimensionale dell’azienda, come di seguito indicato:

Piccola Impresa

Ricerca industriale: 70%
Sviluppo sperimentale: 45%
Innovazione di processo: 50%

Media impresa

Ricerca industriale: 60%
Sviluppo sperimentale: 35%
Innovazione di processo: 50%

L’intensità di aiuto per le attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale può essere aumentata, nel caso in cui i risultati del progetto siano ampiamente diffusi (entro la data di presentazione della domanda di saldo) attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati di libero accesso o software open source o gratuito, in modo proporzionale alla portata del progetto.

 

Presentazione delle domande

La domanda potrà essere presentata a partire dalle ore 15.00 del 21 giugno 2019, fino alle ore 17.00 del 6 agosto 2019.

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO 3.1.1 Manifattura

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 3.1.1 Manifattura

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 3.1.1 Manifattura

“Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Sub-Azione A “ Settore Manifattura.

La Regione Veneto ha stanziato € 16.000.000 per sostenere gli investimenti delle PMI.
Con il presente Bando la Regione intende valorizzare i settori della produzione del sistema manifatturiero e dell’artigianato di servizi veneti, anche aumentando la “cultura d’impresa”, per un duraturo rilancio di essi, promuovendo interventi di sviluppo d’impresa.

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i progetti volti a introdurre innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, ad ammodernare i macchinari e gli impianti e ad accompagnare i processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale anche attraverso lo sviluppo di business digitali.
Per gli investimenti materiali: è necessario che l’intervento comporti l’invarianza o il miglioramento, per unità di prodotto o per il servizio offerto, delle prestazioni ambientali nell’area direttamente interessata (invarianza o diminuzione dei consumi energetici, idrici e di materie prime, assenza di nuove fonti di emissioni aeriformi, idriche, sonore, luminose, rifiuti, etc.).

Dotazione Finanziaria

Il Bando ha una dotazione finanziaria iniziale, per l’anno in corso, pari ad euro 16.000.000,00 (sedicimilioni/00), così distribuiti:

  • Sportello A “Industria 4.0” – Interventi che prevedono spese ammissibili per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche per la fabbricazione digitale rispondenti al modello c.d. “Industria 4.0”: euro 8.000.000,00;
  • Sportello B – Interventi che non prevedono spese ammissibili per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche per la fabbricazione digitale rispondenti al modello c.d. “Industria 4.0”: euro 8.000.000,00.

Presentazione delle domande

La domanda potrà essere presentata a partire:

  • Per lo sportello A “Industria 4.0”: dalle ore 10.00 di martedì 9 luglio 2019 fino alle ore 17.00 di martedì 16 luglio 2019.
  • Per lo sportello B: dalle ore 10.00 di giovedì 18 luglio 2019 fino alle ore 17.00 di giovedì 25 luglio 2019.

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 3.1.1

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 3.1.1 Commercio

POR - FESR 2014-2020 Azione 3.1.1 Settore Commercio

“Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Sub-Azione B “Settore Commercio” PMI Aggregate.

La Regione Veneto ha stanziato € 5.000.000 per sostenere gli investimenti del sistema produttivo nei settori del commercio, della somministrazione e dei servizi mediante forme aggregate di piccole e medie imprese aventi sede legale e/o operativa all’interno della Regione Veneto. Dovranno avere un codice Ateco primario e/o secondario ricompreso all’interno della Macroarea G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio” e Macroarea I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”.

Beneficiari

Possono essere beneficiari del sostegno, per il tramite del Capofila, le PMI, come definite dalla Raccomandazione della Commissione 6 maggio 2003, n. 2003/361/CE, riunite in forma aggregata, esclusivamente attraverso la sottoscrizione dell’Accordo di Partenariato ed esercitare un’attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2007 primario e/o secondario nei settori indicati all’Allegato C al Bando:
– G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio”;
– I 56 “Attività dei servizi di ristorazione”.

Il partenariato deve avere una composizione minima di n. 3 imprese.

Finalità

L’obiettivo è rilanciare la propensione agli investimenti del sistema produttivo nei settori del commercio, della somministrazione e dei servizi, mediante forme aggregative di piccole e medie imprese (PMI) che sviluppano un progetto strategico comune, finalizzato ad accrescere l’attrattività e la competitività delle imprese commerciali, l’innovazione dei sistemi di offerta commerciale, la valorizzazione e promozione delle eccellenze commerciali (shopping), enogastronomiche e storiche locali. Il raggiungimento di tali finalità richiede l’adesione degli operatori di settore ad una visione strategica e di investimento comune, che deve muovere dal territorio e dai soggetti impegnati nello sviluppo locale che costruiscano dei partenariati, secondo il modello previsto dai Distretti del commercio riconosciuti con la deliberazione della Giunta regionale n. 237 del 6 marzo 2018.
Il Bando è finalizzato all’assegnazione di contributi per la riqualificazione dei centri storici e urbani, la promozione di iniziative innovative per la modernizzazione della rete distributiva veneta anche al fine dello sviluppo di attività commerciali nelle aree desertificate, la valorizzazione e al sostegno del commercio tradizionale anche attraverso il riconoscimento dei luoghi storici del commercio, oltre che per lo sviluppo del commercio elettronico (e-commerce). Il Bando ha una dotazione finanziaria pari ad euro 5.000.000,00 (milioni/00).

 

Presentazione domande: dalle ore 10.00 del 31 maggio 2019 alle ore 18.00 del 31 luglio 2019.

 

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.4

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 1.1.4

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.4

“Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione”. Azione 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”.

La Regione Veneto ha stanziato 10.000.000 di euro per agevolare le piccole, medie e grandi imprese che, in aggregazione di almeno 3 soggetti, realizzino un progetto finalizzato allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e allo sviluppo di tecnologie innovative sostenibili, efficienti ed inclusive per introdurre nei sistemi produttivi prodotti e impianti “intelligenti”, dispositivi avanzati, di virtual prototyping e servizi ad alta intensità di conoscenza.
Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese sostenute, nel caso in cui l’aggregazione sia composta da PMI, e del 40% se è coinvolta una grande azienda.

Beneficiari

Può presentare domanda di sostegno l’aggregazione di imprese definita con legge regionale 30 maggio 2014, n. 13, articolo 2, comma 3. L’aggregazione di imprese è composta nel numero minimo di 3 imprese. Tra le imprese che compongono l’aggregazione è ammessa una sola grande impresa. L’aggregazione deve prevedere il coinvolgimento di un organismo di ricerca iscritto nel portale regionale Innoveneto.

Finalità

La Regione intende incentivare la collaborazione e l’aggregazione tra imprese e soggetti della ricerca al fine di promuovere, mediante forme aggregative, la tutela, la valorizzazione, lo sviluppo e la diffusione della ricerca applicata al sistema produttivo. Il bando concorre, inoltre, a dare attuazione alla Strategia di Specializzazione Intelligente per la Ricerca e l’Innovazione della Regione del Veneto (RIS3 Veneto – Smart Specialization Strategy del Veneto) e recepisce gli indirizzi definiti dal Piano Strategico Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico e l’Innovazione.
Il Bando ha una dotazione finanziaria pari ad euro 10.000.000,00 (milioni/00).

 

Le domande devono essere presentate a partire dal 18/06/2019 fino alle ore 13.00 del 02/08/2019.

 

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

Iperammortamento: agevolazione a termine. Le novità 2019

Iperammortamento: agevolazione a termine. Le novità 2019

Si avvia a conclusione l’incentivo fiscale, già contenuto nella normativa “Industria 4.0”, che prevede un iperammortamento pari al 270% del costo effettivo di beni e servizi di valore complessivo fino a 2,5 milioni di €.
La Legge di Bilancio 2019 ha definito nuove aliquote differenziate per l’iperammortamento dei nuovi investimenti in tecnologie avanzate e interconnesse.

Esse sono:

ALIQUOTA

INVESTIMENTI

Iperammortamento 270%

fino a 2,5 milioni di euro

Iperammortamento 200%

oltre 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro

Iperammortamento 150%

oltre 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro.

Le nuove aliquote si applicano alle seguenti tipologie di beni (acquistati anche in leasing):

  • beni materiali (macchine, attrezzature, ecc.) elencati in allegato A della legge;
  • beni immateriali (licenze, software, sistemi) elencati in allegato B della legge, indispensabili per fare funzionare i beni materiali in allegato A.

All’allegato B originario, la Legge di Bilancio 2019, ha aggiunto i seguenti beni:

  • sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
  • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.

Il periodo di acquisizione dei beni oggetto d’investimento si estende al 31/12/2020 purché un acconto pari ad almeno il 20% del valore dell’investimento venga pagato entro il 31/12/2019. Questo beneficio rappresenta un’ottima opportunità non solo per chi intende effettuare l’investimento, ma anche per le Aziende produttrici dei beni e dei servizi correlati, oggetto dell’investimento, in chiave di marketing.

Per approfondimenti e verifiche, contattare

Prisma Servizi Srl
Dott. Andrea Trinco
Telefono: 049 866.67.08
Email: andrea.trinco@prismaservizi.it

Fascicolo tecnico stima dei rischi

Fascicolo tecnico: stima dei rischi

Dopo l’identificazione del pericolo si deve eseguire la stima dei rischi per ogni pericolo, determinando gli elementi di rischio. Nella determinazione di questi elementi è necessario tener conto degli aspetti da considerare sotto riportati.

La norma EN 14121-1 (Sicurezza del macchinario – Valutazione del rischio ) recita testualmente:

“L’assenza di una casistica degli incidenti, un numero limitato di incidenti o la bassa gravità degli incidenti non dovrebbero far presumere un basso livello di rischio”.

Combinazione di elementi di rischio

Il rischio associato a una situazione particolare o a un processo tecnico è derivato da una combinazione dei seguenti elementi:

  • la gravità del danno
  • la probabilità che si verifichi tale danno, che è funzione di:
  1. frequenza e durata dell’esposizione delle persone al pericolo
  2. probabilità che si verifichi un evento pericoloso
  3. possibilità tecniche e umane per evitare o limitare il danno (per esempio: velocità ridotta, presenza di dispositivo di arresto d’emergenza, presenza di dispositivo di consenso, consapevolezza dei rischi).

 

Gravità del danno

La gravità può essere stimata tenendo conto di:

  1. gravità delle lesioni o danni alla salute:
  • lievi (normalmente reversibili)
  • gravi (normalmente irreversibili)
  • morte
  1. entità del danno (per ogni macchina)
  • una persona
  • più persone.

 

Probabilità che si verifichi un danno

La probabilità che si verifichi un danno può essere stimata tenendo conto di:

  1. Esposizione delle persone ai pericoli:
  • necessità di accesso alla zona pericolosa (per esempio per normale funzionamento, correzione di malfunzionamenti, manutenzione o riparazione)
  • natura dell’accesso (per esempio alimentazione manuale di materiali)
  • tempo trascorso nella zona pericola
  • numero delle persone che hanno esigenza di accesso
  • frequenza di accesso.
  1. Probabilità che si verifichi un evento pericoloso:
  • affidabilità e altri dati statistici
  • casistica degli infortuni
  • casistica dei danni alla salute
  • confronto dei rischi.

La causa di un evento pericoloso può essere di origine tecnica o umana.

  1. Possibilità di evitare o di limitare un danno:
  • In funzione della persona che può essere esposta ai pericoli (persone qualificate o persone non qualificate)
  • In funzione della velocità con la quale la situazione pericolosa potrebbe provocare il danno (improvvisamente, rapidamente, lentamente)
  • In funzione della consapevolezza del rischio da informazioni generali (in particolare, informazioni per l’uso), da osservazione diretta (mediante segnali di avvertimento e dispositivi di indicazione, in particolare sul macchinario)
  • In funzione della possibilità umana di evitare o limitare il danno (per esempio prontezza di riflessi, agilità, possibilità di fuga)
  • In funzione dell’esperienza pratica e della conoscenza della macchina, di macchine simili.

Infine, tra gli ulteriori aspetti da considerare nella determinazione degli elementi di rischio vi sono:

  • Persone esposte (la stima dei rischi deve tenere conto di tutte le persone esposte ai pericoli. Ciò include gli operatori e altre persone che è ragionevolmente prevedibile possano essere danneggiate dalla macchina)
  • Tipo, frequenza e durata dell’esposizione.