Norma UNI EN ISO 12100:2010 Sicurezza del macchinario

Norma UNI EN ISO 12100:2010 Sicurezza del macchinario

La norma UNI EN ISO 12100:2010 “Sicurezza del macchinario – Principi generali di progettazione – Valutazione del rischio e riduzione del rischio” è la norma armonizzata più importante per la progettazione in sicurezza di macchine conformi alla Direttiva.

La norma UNI EN ISO 12100:2010:

  • definisce la terminologia di base, i principi e i metodi generali di progettazione per ottenere la sicurezza in fase di progettazione delle macchine, ad uso professionale o non professionale;
  • specifica i principi a cui i progettisti e i costruttori devono attenersi per la valutazione e la riduzione del rischio. Questi principi si basano sulla conoscenza e l’esperienza di progettazione, sull’utilizzo, gli incidenti, gli infortuni e i rischi associati al macchinario. Le procedure descritte identificano i pericoli e stimano e valutano i rischi durante le fasi pertinenti del ciclo di vita della macchina, con l’obiettivo di eliminare i pericoli o arrivare a ridurre sufficientemente i rischi;
  • fornisce linee di orientamento sulla documentazione e la verifica del processo di valutazione e riduzione del rischio;
  • è destinata a essere utilizzata come base per la preparazione delle norme di sicurezza di tipo B o di tipo C. Essa non si occupa di rischi e/o danni agli animali domestici, ai beni o all’ambiente;
  • si riferisce a ISO 14120 per la scelta dei ripari di sicurezza: ISO 14120 ha una copertura internazionale, mentre UNI EN riguarda solo l’Europa.
SME Instrument – finanziamenti europei per progetti innovativi

SME Instrument – finanziamenti europei per progetti innovativi

Lo SME Instrument è uno schema di finanziamento di Horizon 2020 dedicato alle PMI innovative che intendono sviluppare delle innovazioni di prodotto, di servizio, di processo e di business model per accrescerne la competitività sui mercati internazionali.

È possibile presentare proposte in più scadenze (cut-off di valutazione) nel corso dell’anno.

Complessivamente, per il periodo 2014-2020 la Commissione europea ha stanziato per lo SME Instrument circa 3 miliardi di euro. Lo SME Instrument prevede tre Fasi che ricalcano l’intero ciclo innovativo, dalla valutazione della fattibilità tecnico-commerciale dell’idea innovativa, passando per lo sviluppo del prototipo su scala industriale e della prima applicazione sul mercato, fino alla fase della commercializzazione. L’obiettivo ultimo è quindi quello di trasformare idee profondamente innovative in soluzioni concrete con un impatto europeo e globale.

Le tre Fasi dello SME Instrument sono: Fase 1: Valutazione dell’idea e dalla fattibilità; Fase 2: Dimostrazione, Market Replication, R&S; Fase 3: Commercializzazione.

 

Fase 1: Valutazione dell’idea e dalla fattibilità

La Fase 1 finanzia una analisi della fattibilità tecnico-scientifica e del potenziale economico-commerciale dell’idea progettuale. Le attività in questa fase possono quindi comprendere: l’analisi dello stato dell’arte, la valutazione del rischio, l’analisi del regime della proprietà intellettuale, la ricerca di eventuali partner, l’analisi di mercato e lo sviluppo di una prima strategia di commercializzazione.

Il risultato atteso dallo SME Instrument – Fase 1 è la realizzazione di un Busines Plan che, sulla base dei risultati emersi dalla studio di fattibilità, indichi nel dettaglio le azioni che l’azienda intende mettere in atto per sviluppare l’innovazione e portarla sul mercato. Tale documento sarà il punto di partenza nel caso si voglia presentare una proposta in Fase 2. Per realizzarlo, la Commissione europea contribuirà erogando un contributo forfettario massimo di 50.000 euro per progetto, con una durata del progetto pari a 6 mesi.

 

Fase 2: Dimostrazione, Market Replication, R&S

Le PMI in possesso di un Business Plan, realizzato nell’ambito della Fase 1 dello SME Instrument oppure per mezzo di altre forme di finanziamento, possono presentare una proposta in Fase 2.

La Fase 2 dello SME Instrument prevede la realizzazione e il finanziamento del progetto di market replication vero e proprio. Le attività si incentrano sullo sviluppo del prototipo su scala industriale, sulla verifica delle performance e sulla eventuale miniaturizzazione, fino ad una prima replicazione sul mercato.

Al termine della Fase 2 ci si attende che l’innovazione sia già sufficientemente sviluppata e pronta per essere lanciata sul mercato.

Per la Fase 2 è previsto un co-finanziamento pari al 70%, con un contributo della Commissione che varia tra i 500.000 euro fino a 2.500.000 euro. I progetti dovranno avere indicativamente una durata tra i 12 e i 24 mesi.

 

Per i progetti che avranno superato la soglia minima (tredici su quindi), è stato inserito uno nuovo step di valutazione che consiste in una presentazione da effettuare a Bruxelles alla presenza di un board di esperti, a cui seguirà una sessione di questions and answers. Il tutto avrà una durata di 30 minuti e servirà a valutare la qualità della proposta e la motivazione del team che presenta il progetto.

 

Fase 3: Commercializzazione

La Fase 3 dello SME Instrument è pensata per favorire la commercializzazione delle soluzioni innovative progettate nella Fase 2 e per favorire l’accesso al capitale privato, offrendo allo stesso tempo servizi di supporto specifici.

In particolare, la Fase 3 non prevede un finanziamento diretto, ma servizi di supporto al fine di facilitare il dialogo con il finanziamento privato (ad esempio: ventur capital, business angels) e di cogliere ulteriori opportunità economiche-finanziarie (finanza di rischio, appalti pubblici all’innovazione e/o pre-commerciali).

Inoltre, accedendo alla Fase 3 si avrà accesso ai servizi specializzati offerti dalla rete europea Enterprise Europe Network (EEN), in particolare quelli dedicati all’innovazione e all’internazionalizzazione.

 

 

Le scadenze per la presentazione dei progetti

Cut off SME Instrument 2018-2020

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO 1.1.1

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 1.1.1

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.1

Sostegno a progetti di ricerca alle PMI che prevedono l’impiego di ricercatori (dottori di ricerca e laureati magistrali con profili tecnico-scientifici) presso le imprese stesse.

La Regione Veneto ha stanziato € 4.500.000 per incentivare l’attività di ricerca specializzata e di sviluppo sperimentale, sia i meccanismi di innovazione tramite l’impiego di ricercatori.
Interventi ammissibili
Sono ammissibili i progetti coerenti con la RIS3 Veneto e con il Piano Strategico Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico e l’Innovazione e, orientati quindi, verso le traiettorie di sviluppo previste dai quattro ambiti di specializzazione: Smart Agrifood, Sustainable Living, Smart Manufacturing e Creative Industries attraverso lo sfruttamento delle tecnologie abilitanti – micro e nano elettronica, materiali avanzati, biotecnologie industriali, fotonica, nanotecnologie e sistemi avanzati di produzione – e dei driver dell’innovazione, intesi come fattori catalizzatori o di stimolo per l’innovazione, non solo tecnologica, e che prevedono l’impiego di ricercatori nelle imprese per lo svolgimento di una delle seguenti tipologie progettuali:

a) ricerca industriale;
b) sviluppo sperimentale;
c) innovazione di processo.

Ai fini del presente bando, sono considerati ricercatori il personale in possesso di un dottorato di ricerca conseguito presso una Università italiana o estera (se riconosciuto equipollente sulla base della legislazione vigente in materia) o in possesso di Laurea Magistrale in discipline in ambito tecnico o scientifico purché impiegato in attività di ricerca e sviluppo o innovazione.

 

Intensità del Contributo

Il sostegno, in forma di contributo in conto capitale, è concesso a fronte di un progetto che, in base alla tipologia di attività progettuale, prevede una spesa ammissibile compresa tra i seguenti valori:

Ricerca industriale: min 80.000,00 – max 350.000,00
Sviluppo sperimentale: min 40.000,00 – max 200.000,00
Innovazione di processo: min 20.000,00 – max 100.000,00

L’intensità del sostegno varia in relazione alla tipologia di attività progettuale e alla classificazione dimensionale dell’azienda, come di seguito indicato:

Piccola Impresa

Ricerca industriale: 70%
Sviluppo sperimentale: 45%
Innovazione di processo: 50%

Media impresa

Ricerca industriale: 60%
Sviluppo sperimentale: 35%
Innovazione di processo: 50%

L’intensità di aiuto per le attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale può essere aumentata, nel caso in cui i risultati del progetto siano ampiamente diffusi (entro la data di presentazione della domanda di saldo) attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati di libero accesso o software open source o gratuito, in modo proporzionale alla portata del progetto.

 

Presentazione delle domande

La domanda potrà essere presentata a partire dalle ore 15.00 del 21 giugno 2019, fino alle ore 17.00 del 6 agosto 2019.

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO 3.1.1 Manifattura

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 3.1.1 Manifattura

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 3.1.1 Manifattura

“Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Sub-Azione A “ Settore Manifattura.

La Regione Veneto ha stanziato € 16.000.000 per sostenere gli investimenti delle PMI.
Con il presente Bando la Regione intende valorizzare i settori della produzione del sistema manifatturiero e dell’artigianato di servizi veneti, anche aumentando la “cultura d’impresa”, per un duraturo rilancio di essi, promuovendo interventi di sviluppo d’impresa.

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i progetti volti a introdurre innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, ad ammodernare i macchinari e gli impianti e ad accompagnare i processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale anche attraverso lo sviluppo di business digitali.
Per gli investimenti materiali: è necessario che l’intervento comporti l’invarianza o il miglioramento, per unità di prodotto o per il servizio offerto, delle prestazioni ambientali nell’area direttamente interessata (invarianza o diminuzione dei consumi energetici, idrici e di materie prime, assenza di nuove fonti di emissioni aeriformi, idriche, sonore, luminose, rifiuti, etc.).

Dotazione Finanziaria

Il Bando ha una dotazione finanziaria iniziale, per l’anno in corso, pari ad euro 16.000.000,00 (sedicimilioni/00), così distribuiti:

  • Sportello A “Industria 4.0” – Interventi che prevedono spese ammissibili per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche per la fabbricazione digitale rispondenti al modello c.d. “Industria 4.0”: euro 8.000.000,00;
  • Sportello B – Interventi che non prevedono spese ammissibili per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche per la fabbricazione digitale rispondenti al modello c.d. “Industria 4.0”: euro 8.000.000,00.

Presentazione delle domande

La domanda potrà essere presentata a partire:

  • Per lo sportello A “Industria 4.0”: dalle ore 10.00 di martedì 9 luglio 2019 fino alle ore 17.00 di martedì 16 luglio 2019.
  • Per lo sportello B: dalle ore 10.00 di giovedì 18 luglio 2019 fino alle ore 17.00 di giovedì 25 luglio 2019.

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 3.1.1

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 3.1.1 Commercio

POR - FESR 2014-2020 Azione 3.1.1 Settore Commercio

“Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Sub-Azione B “Settore Commercio” PMI Aggregate.

La Regione Veneto ha stanziato € 5.000.000 per sostenere gli investimenti del sistema produttivo nei settori del commercio, della somministrazione e dei servizi mediante forme aggregate di piccole e medie imprese aventi sede legale e/o operativa all’interno della Regione Veneto. Dovranno avere un codice Ateco primario e/o secondario ricompreso all’interno della Macroarea G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio” e Macroarea I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”.

Beneficiari

Possono essere beneficiari del sostegno, per il tramite del Capofila, le PMI, come definite dalla Raccomandazione della Commissione 6 maggio 2003, n. 2003/361/CE, riunite in forma aggregata, esclusivamente attraverso la sottoscrizione dell’Accordo di Partenariato ed esercitare un’attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2007 primario e/o secondario nei settori indicati all’Allegato C al Bando:
– G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio”;
– I 56 “Attività dei servizi di ristorazione”.

Il partenariato deve avere una composizione minima di n. 3 imprese.

Finalità

L’obiettivo è rilanciare la propensione agli investimenti del sistema produttivo nei settori del commercio, della somministrazione e dei servizi, mediante forme aggregative di piccole e medie imprese (PMI) che sviluppano un progetto strategico comune, finalizzato ad accrescere l’attrattività e la competitività delle imprese commerciali, l’innovazione dei sistemi di offerta commerciale, la valorizzazione e promozione delle eccellenze commerciali (shopping), enogastronomiche e storiche locali. Il raggiungimento di tali finalità richiede l’adesione degli operatori di settore ad una visione strategica e di investimento comune, che deve muovere dal territorio e dai soggetti impegnati nello sviluppo locale che costruiscano dei partenariati, secondo il modello previsto dai Distretti del commercio riconosciuti con la deliberazione della Giunta regionale n. 237 del 6 marzo 2018.
Il Bando è finalizzato all’assegnazione di contributi per la riqualificazione dei centri storici e urbani, la promozione di iniziative innovative per la modernizzazione della rete distributiva veneta anche al fine dello sviluppo di attività commerciali nelle aree desertificate, la valorizzazione e al sostegno del commercio tradizionale anche attraverso il riconoscimento dei luoghi storici del commercio, oltre che per lo sviluppo del commercio elettronico (e-commerce). Il Bando ha una dotazione finanziaria pari ad euro 5.000.000,00 (milioni/00).

 

Presentazione domande: dalle ore 10.00 del 31 maggio 2019 alle ore 18.00 del 31 luglio 2019.

 

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.4

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 1.1.4

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.4

“Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione”. Azione 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”.

La Regione Veneto ha stanziato 10.000.000 di euro per agevolare le piccole, medie e grandi imprese che, in aggregazione di almeno 3 soggetti, realizzino un progetto finalizzato allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e allo sviluppo di tecnologie innovative sostenibili, efficienti ed inclusive per introdurre nei sistemi produttivi prodotti e impianti “intelligenti”, dispositivi avanzati, di virtual prototyping e servizi ad alta intensità di conoscenza.
Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese sostenute, nel caso in cui l’aggregazione sia composta da PMI, e del 40% se è coinvolta una grande azienda.

Beneficiari

Può presentare domanda di sostegno l’aggregazione di imprese definita con legge regionale 30 maggio 2014, n. 13, articolo 2, comma 3. L’aggregazione di imprese è composta nel numero minimo di 3 imprese. Tra le imprese che compongono l’aggregazione è ammessa una sola grande impresa. L’aggregazione deve prevedere il coinvolgimento di un organismo di ricerca iscritto nel portale regionale Innoveneto.

Finalità

La Regione intende incentivare la collaborazione e l’aggregazione tra imprese e soggetti della ricerca al fine di promuovere, mediante forme aggregative, la tutela, la valorizzazione, lo sviluppo e la diffusione della ricerca applicata al sistema produttivo. Il bando concorre, inoltre, a dare attuazione alla Strategia di Specializzazione Intelligente per la Ricerca e l’Innovazione della Regione del Veneto (RIS3 Veneto – Smart Specialization Strategy del Veneto) e recepisce gli indirizzi definiti dal Piano Strategico Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico e l’Innovazione.
Il Bando ha una dotazione finanziaria pari ad euro 10.000.000,00 (milioni/00).

 

Le domande devono essere presentate a partire dal 18/06/2019 fino alle ore 13.00 del 02/08/2019.

 

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

Iperammortamento: agevolazione a termine. Le novità 2019

Iperammortamento: agevolazione a termine. Le novità 2019

Si avvia a conclusione l’incentivo fiscale, già contenuto nella normativa “Industria 4.0”, che prevede un iperammortamento pari al 270% del costo effettivo di beni e servizi di valore complessivo fino a 2,5 milioni di €.
La Legge di Bilancio 2019 ha definito nuove aliquote differenziate per l’iperammortamento dei nuovi investimenti in tecnologie avanzate e interconnesse.

Esse sono:

ALIQUOTA

INVESTIMENTI

Iperammortamento 270%

fino a 2,5 milioni di euro

Iperammortamento 200%

oltre 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro

Iperammortamento 150%

oltre 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro.

Le nuove aliquote si applicano alle seguenti tipologie di beni (acquistati anche in leasing):

  • beni materiali (macchine, attrezzature, ecc.) elencati in allegato A della legge;
  • beni immateriali (licenze, software, sistemi) elencati in allegato B della legge, indispensabili per fare funzionare i beni materiali in allegato A.

All’allegato B originario, la Legge di Bilancio 2019, ha aggiunto i seguenti beni:

  • sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
  • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.

Il periodo di acquisizione dei beni oggetto d’investimento si estende al 31/12/2020 purché un acconto pari ad almeno il 20% del valore dell’investimento venga pagato entro il 31/12/2019. Questo beneficio rappresenta un’ottima opportunità non solo per chi intende effettuare l’investimento, ma anche per le Aziende produttrici dei beni e dei servizi correlati, oggetto dell’investimento, in chiave di marketing.

Per approfondimenti e verifiche, contattare

Prisma Servizi Srl
Dott. Andrea Trinco
Telefono: 049 866.67.08
Email: andrea.trinco@prismaservizi.it

Fascicolo tecnico stima dei rischi

Fascicolo tecnico: stima dei rischi

Dopo l’identificazione del pericolo si deve eseguire la stima dei rischi per ogni pericolo, determinando gli elementi di rischio. Nella determinazione di questi elementi è necessario tener conto degli aspetti da considerare sotto riportati.

La norma EN 14121-1 (Sicurezza del macchinario – Valutazione del rischio ) recita testualmente:

“L’assenza di una casistica degli incidenti, un numero limitato di incidenti o la bassa gravità degli incidenti non dovrebbero far presumere un basso livello di rischio”.

Combinazione di elementi di rischio

Il rischio associato a una situazione particolare o a un processo tecnico è derivato da una combinazione dei seguenti elementi:

  • la gravità del danno
  • la probabilità che si verifichi tale danno, che è funzione di:
  1. frequenza e durata dell’esposizione delle persone al pericolo
  2. probabilità che si verifichi un evento pericoloso
  3. possibilità tecniche e umane per evitare o limitare il danno (per esempio: velocità ridotta, presenza di dispositivo di arresto d’emergenza, presenza di dispositivo di consenso, consapevolezza dei rischi).

 

Gravità del danno

La gravità può essere stimata tenendo conto di:

  1. gravità delle lesioni o danni alla salute:
  • lievi (normalmente reversibili)
  • gravi (normalmente irreversibili)
  • morte
  1. entità del danno (per ogni macchina)
  • una persona
  • più persone.

 

Probabilità che si verifichi un danno

La probabilità che si verifichi un danno può essere stimata tenendo conto di:

  1. Esposizione delle persone ai pericoli:
  • necessità di accesso alla zona pericolosa (per esempio per normale funzionamento, correzione di malfunzionamenti, manutenzione o riparazione)
  • natura dell’accesso (per esempio alimentazione manuale di materiali)
  • tempo trascorso nella zona pericola
  • numero delle persone che hanno esigenza di accesso
  • frequenza di accesso.
  1. Probabilità che si verifichi un evento pericoloso:
  • affidabilità e altri dati statistici
  • casistica degli infortuni
  • casistica dei danni alla salute
  • confronto dei rischi.

La causa di un evento pericoloso può essere di origine tecnica o umana.

  1. Possibilità di evitare o di limitare un danno:
  • In funzione della persona che può essere esposta ai pericoli (persone qualificate o persone non qualificate)
  • In funzione della velocità con la quale la situazione pericolosa potrebbe provocare il danno (improvvisamente, rapidamente, lentamente)
  • In funzione della consapevolezza del rischio da informazioni generali (in particolare, informazioni per l’uso), da osservazione diretta (mediante segnali di avvertimento e dispositivi di indicazione, in particolare sul macchinario)
  • In funzione della possibilità umana di evitare o limitare il danno (per esempio prontezza di riflessi, agilità, possibilità di fuga)
  • In funzione dell’esperienza pratica e della conoscenza della macchina, di macchine simili.

Infine, tra gli ulteriori aspetti da considerare nella determinazione degli elementi di rischio vi sono:

  • Persone esposte (la stima dei rischi deve tenere conto di tutte le persone esposte ai pericoli. Ciò include gli operatori e altre persone che è ragionevolmente prevedibile possano essere danneggiate dalla macchina)
  • Tipo, frequenza e durata dell’esposizione.
L’analisi dei rischi il confronto dei rischi e la documentazione da allegare

L’analisi dei rischi: il confronto dei rischi e la documentazione da allegare

Durante il processo della valutazione dei rischi, i rischi associati alla macchina possono essere confrontati con quelli di macchine simili purché si applichino i seguenti criteri:

  • la macchina simile è sicura
  • l’uso previsto e il modo in cui le due macchine sono costruite sono confrontabili
  • i pericoli e gli elementi di rischio sono confrontabili
  • le condizioni d’uso sono confrontabili.

L’impiego di questo metodo di confronto non elimina la necessità di seguire il processo della valutazione dei rischi come descritto nella norma per le condizioni d’uso specifiche. Per esempio, quando le segatrici a nastro utilizzate per tagliare la carne sono confrontate con le segatrici a nastro utilizzate per tagliare il legno, si devono valutare i rischi associati alla differenza di materiale.

A macchina o impianto ultimati, deve essere effettuata una verifica della rispondenza, relativamente alla sicurezza dell’intera macchina o impianto alle norme EN, tenendo in considerazione la gerarchia in importanza di dette norme (le norme di tipo C superano le norme di tipo B, che superano quelle di tipo A).

Quanto esposto riguarda la Direttiva Macchine. L’apposizione del marchio CE comunque implica la conformità alla Direttiva Compatibilità Elettromagnetica e alla Direttiva Bassa Tensione, che possono in tale fase essere verificate. La verifica finale all’allegato della Direttiva Macchine e alla CEI EN 60204-1 (Equipaggiamenti elettrici delle macchine), può essere effettuata compilando il modulo relativo.

 

Documentazione per la valutazione dei rischi

Ai fini della norma UNI EN 14121-1 (Sicurezza del macchinario – Valutazione del rischio), la documentazione sulla valutazione dei rischi deve dimostrare la procedura che è stata seguita e i risultati che sono stati ottenuti. Tale documentazione comprende, secondo il caso:

  1. Determinazione dei limiti della macchina: i “limiti” sono il punto di partenza necessario al progettista per individuare quali caratteristiche possono orientare le scelte.

Si devono quindi esaminare e identificare:

  • I limiti della macchina, intendendo l’uso previsto e anche l’uso tipicamente non previsto ma ragionevolmente prevedibile
  • I limiti di alimentazione (elettrica, pneumatica, etc.)
  • L’ambiente di utilizzo previsto per la macchina (industriale, non industriale, domestico).
  • Il personale identificato come idoneo per l’utilizzo della macchina e il livello di formazione, esperienza o capacità eventualmente necessario.
  • L’esposizione di altre persone, oltre agli operatori, ai pericoli associati alla macchina
  • La macchina per la quale è stata effettuata la valutazione dei rischi (per esempio specifiche, limiti, uso inteso), qualsiasi ipotesi relativa (per esempio, carichi, resistenze, coefficienti di sicurezza).
  1. Identificazione dei pericoli
  • Le situazioni pericolose identificate
  • Gli eventi pericolosi considerati nella valutazione
  1. Le informazioni sulle quali si è basata la valutazione dei rischi
  • I dati utilizzati e le loro fonti (per esempio casistica degli infortuni, esperienze acquisite dalla riduzione dei rischi applicata a macchine simili)
  • L’incertezza associata ai dati usati e la sua influenza sulla valutazione dei rischi
  1. Gli obiettivi che le misure di sicurezza devono raggiungere
  2. Le misure di sicurezza adottate per eliminare i pericoli identificativi o per ridurre i rischi (per esempio da altre nome o altre specifiche)
  3. Rischi residui associati alla macchina
  4. Il risultato della valutazione finale dei rischi.
Principi fondamentali per la concessione in licenza di brevetti SEP

Principi fondamentali per la concessione in licenza di brevetti SEP

Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea (CGUE) in Huawei vs. ZTE ha fornito un utile orientamento per i casi in cui un titolare di SEP che si sia impegnato a concedere in licenza i propri SEP in regime FRAND è legittimato a intentare un provvedimento inibitorio nei confronti di un utilizzatore (ovvero una società che fa uso dell’insegnamento del SEP) senza ledere le norme sulla concorrenza per abuso di posizione dominante (Articolo 102 TFUE).

La sentenza della CGUE è anche in questo caso un “compromesso” fra gli interessi dei titolari dei SEP a proteggere il valore delle proprie invenzioni e gli interessi degli utilizzatori a sviluppare e commercializzare prodotti che utilizzano gli standard. La sentenza CGUE ha delineato una serie di principi fondamentali che i titolari dei SEP dovrebbero seguire nelle negoziazioni per la concessione in licenza di brevetti SEP per evitare che una richiesta di provvedimento inibitorio sia considerata un abuso di posizione dominante:

  • Il titolare del SEP deve avvertire l’utilizzatore con comunicazione scritta della violazione contestatagli, indicando il SEP di riferimento e in che modo sarebbe stato violato. Questo perché l’utilizzatore potrebbe non essere consapevole di stare utilizzando l’insegnamento di SEP che sono validi ed essenziali per uno standard.
  • L’utilizzatore deve manifestare una disponibilità a stipulare un accordo di concessione di licenza in regime FRAND.
  • Il titolare del SEP deve far pervenire una specifica offerta scritta per una concessione di licenza in regime FRAND. L’offerta deve riportare l’ammontare delle royalty e il modo in cui viene calcolato.
  • L’utilizzatore è tenuto a rispondere all’offerta “con coscienza”, in conformità con la prassi commerciale consolidata del settore e in buona fede; questo deve essere stabilito sulla base di fattori oggettive e deve contemplare in particolare l’assenza di tattiche dilatorie.
  • Se l’utilizzatore non accetta l’offerta che gli è stata fatta, una controfferta in armonia con le condizioni FRAND deve pervenire tempestivamente e in forma scritta al titolare del SEP.
  • Se l’utilizzatore sta facendo uso degli insegnamenti dei SEP prima che sia stato concluso un accordo di concessione di licenza, l’utilizzatore deve fornire opportune rassicurazioni in ordine al proprio uso passato e futuro dei SEP ad esempio fornendo una garanzia bancaria per il pagamento di royalty o accantonando una rilevante somma di denaro in un deposito.
  • Qualora non si raggiunga un accordo sui dettagli delle condizioni FRAND in seguito alla controfferta dell’utilizzatore, le parti possono chiedere di comune accordo che l’ammontare della royalty sia determinato da una parte terza indipendente.
  • L’utilizzatore non può essere oggetto di critiche se in parallelo ai negoziati per la concessione di una licenza contesta la validità o l’essenzialità dei SEP o si riserva il diritto di farlo in futuro.  Pertanto, in contrasto con le disposizioni della sentenza Orange Book Standard che prevedeva un’“offerta incondizionata” da parte dell’utilizzatore per la concessione di licenza (a significare un accordo a non contestare la presunta violazione o validità del brevetto), l’utilizzatore può difendersi sollevando obiezioni di non-violazione e nullità.

In parallelo alla negoziazione per la concessione di licenza, il presunto autore della violazione può contestare la validità del SEP, l’essenzialità del (presunto) SEP, l’uso effettivo del SEP o riservarsi di farlo in futuro.

Il precedente elenco di punti fornito dalle due decisioni della Commissione Europea nei casi Motorola e Samsung fornisce un orientamento nella direzione di una “pace brevettuale” nel settore delle telecomunicazioni. Inoltre, questi due casi garantiscono certezza del diritto in tutti i settori in cui gli standard e i SEP soggetti a regime FRAND sono rilevanti, guidando i tribunali degli Stati Membri e gli SSO nell’interpretazione delle norme sulla concorrenza EU riguardanti l’applicazione di SEP soggetti a regime FRAND.

Le decisioni Motorola e Samsung della Commissione Europea confermano l’approccio equidistante della Commissione Europea in materia di diritti di proprietà intellettuale e concorrenza. I diritti di proprietà intellettuale, importanti per innovazione e crescita, non devono essere esercitati in modo indebito a discapito della concorrenza e di conseguenza dei consumatori.

In concreto, queste decisioni stabiliscono che i titolari dei SEP non devono abusare della propria posizione dominante sul mercato “condizionando” con provvedimenti inibitori licenziatari che si mostrino disponibili. Queste decisioni forniscono agli operatori del settore un’ulteriore spiegazione e un orientamento in materia di limitazione delle norme sulla concorrenza in relazione a provvedimenti inibitori basati su SEP.

In particolare, nei casi Samsung e Motorola la Commissione stabilisce che, nell’ambito della standardizzazione nella quale i titolari dei SEP si siano impegnati a (i) concedere in licenza i propri SEP e (ii) a farlo in condizioni eque, ragionevoli e con discriminatorie (FRAND), è anti-concorrenziale tentare di escludere concorrenti dal mercato intentando azioni inibitorie sulla base di SEP se il licenziatario è disponibile a siglare una concessione di licenza in regime FRAND.

In queste circostanze intentare azioni inibitorie può alterare le negoziazioni per la concessione di licenze e portare a condizioni di concessione di licenze inique, con un impatto negativo sulle scelte dei consumatori e sui prezzi.