POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO 1.1.1

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 1.1.1

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.1

Sostegno a progetti di ricerca alle PMI che prevedono l’impiego di ricercatori (dottori di ricerca e laureati magistrali con profili tecnico-scientifici) presso le imprese stesse.

La Regione Veneto ha stanziato € 4.500.000 per incentivare l’attività di ricerca specializzata e di sviluppo sperimentale, sia i meccanismi di innovazione tramite l’impiego di ricercatori.
Interventi ammissibili
Sono ammissibili i progetti coerenti con la RIS3 Veneto e con il Piano Strategico Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico e l’Innovazione e, orientati quindi, verso le traiettorie di sviluppo previste dai quattro ambiti di specializzazione: Smart Agrifood, Sustainable Living, Smart Manufacturing e Creative Industries attraverso lo sfruttamento delle tecnologie abilitanti – micro e nano elettronica, materiali avanzati, biotecnologie industriali, fotonica, nanotecnologie e sistemi avanzati di produzione – e dei driver dell’innovazione, intesi come fattori catalizzatori o di stimolo per l’innovazione, non solo tecnologica, e che prevedono l’impiego di ricercatori nelle imprese per lo svolgimento di una delle seguenti tipologie progettuali:

a) ricerca industriale;
b) sviluppo sperimentale;
c) innovazione di processo.

Ai fini del presente bando, sono considerati ricercatori il personale in possesso di un dottorato di ricerca conseguito presso una Università italiana o estera (se riconosciuto equipollente sulla base della legislazione vigente in materia) o in possesso di Laurea Magistrale in discipline in ambito tecnico o scientifico purché impiegato in attività di ricerca e sviluppo o innovazione.

 

Intensità del Contributo

Il sostegno, in forma di contributo in conto capitale, è concesso a fronte di un progetto che, in base alla tipologia di attività progettuale, prevede una spesa ammissibile compresa tra i seguenti valori:

Ricerca industriale: min 80.000,00 – max 350.000,00
Sviluppo sperimentale: min 40.000,00 – max 200.000,00
Innovazione di processo: min 20.000,00 – max 100.000,00

L’intensità del sostegno varia in relazione alla tipologia di attività progettuale e alla classificazione dimensionale dell’azienda, come di seguito indicato:

Piccola Impresa

Ricerca industriale: 70%
Sviluppo sperimentale: 45%
Innovazione di processo: 50%

Media impresa

Ricerca industriale: 60%
Sviluppo sperimentale: 35%
Innovazione di processo: 50%

L’intensità di aiuto per le attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale può essere aumentata, nel caso in cui i risultati del progetto siano ampiamente diffusi (entro la data di presentazione della domanda di saldo) attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati di libero accesso o software open source o gratuito, in modo proporzionale alla portata del progetto.

 

Presentazione delle domande

La domanda potrà essere presentata a partire dalle ore 15.00 del 21 giugno 2019, fino alle ore 17.00 del 6 agosto 2019.

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO 3.1.1 Manifattura

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 3.1.1 Manifattura

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 3.1.1 Manifattura

“Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Sub-Azione A “ Settore Manifattura.

La Regione Veneto ha stanziato € 16.000.000 per sostenere gli investimenti delle PMI.
Con il presente Bando la Regione intende valorizzare i settori della produzione del sistema manifatturiero e dell’artigianato di servizi veneti, anche aumentando la “cultura d’impresa”, per un duraturo rilancio di essi, promuovendo interventi di sviluppo d’impresa.

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i progetti volti a introdurre innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, ad ammodernare i macchinari e gli impianti e ad accompagnare i processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale anche attraverso lo sviluppo di business digitali.
Per gli investimenti materiali: è necessario che l’intervento comporti l’invarianza o il miglioramento, per unità di prodotto o per il servizio offerto, delle prestazioni ambientali nell’area direttamente interessata (invarianza o diminuzione dei consumi energetici, idrici e di materie prime, assenza di nuove fonti di emissioni aeriformi, idriche, sonore, luminose, rifiuti, etc.).

Dotazione Finanziaria

Il Bando ha una dotazione finanziaria iniziale, per l’anno in corso, pari ad euro 16.000.000,00 (sedicimilioni/00), così distribuiti:

  • Sportello A “Industria 4.0” – Interventi che prevedono spese ammissibili per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche per la fabbricazione digitale rispondenti al modello c.d. “Industria 4.0”: euro 8.000.000,00;
  • Sportello B – Interventi che non prevedono spese ammissibili per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature tecnologiche per la fabbricazione digitale rispondenti al modello c.d. “Industria 4.0”: euro 8.000.000,00.

Presentazione delle domande

La domanda potrà essere presentata a partire:

  • Per lo sportello A “Industria 4.0”: dalle ore 10.00 di martedì 9 luglio 2019 fino alle ore 17.00 di martedì 16 luglio 2019.
  • Per lo sportello B: dalle ore 10.00 di giovedì 18 luglio 2019 fino alle ore 17.00 di giovedì 25 luglio 2019.

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 3.1.1

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 3.1.1 Commercio

POR - FESR 2014-2020 Azione 3.1.1 Settore Commercio

“Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Sub-Azione B “Settore Commercio” PMI Aggregate.

La Regione Veneto ha stanziato € 5.000.000 per sostenere gli investimenti del sistema produttivo nei settori del commercio, della somministrazione e dei servizi mediante forme aggregate di piccole e medie imprese aventi sede legale e/o operativa all’interno della Regione Veneto. Dovranno avere un codice Ateco primario e/o secondario ricompreso all’interno della Macroarea G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio” e Macroarea I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”.

Beneficiari

Possono essere beneficiari del sostegno, per il tramite del Capofila, le PMI, come definite dalla Raccomandazione della Commissione 6 maggio 2003, n. 2003/361/CE, riunite in forma aggregata, esclusivamente attraverso la sottoscrizione dell’Accordo di Partenariato ed esercitare un’attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2007 primario e/o secondario nei settori indicati all’Allegato C al Bando:
– G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio”;
– I 56 “Attività dei servizi di ristorazione”.

Il partenariato deve avere una composizione minima di n. 3 imprese.

Finalità

L’obiettivo è rilanciare la propensione agli investimenti del sistema produttivo nei settori del commercio, della somministrazione e dei servizi, mediante forme aggregative di piccole e medie imprese (PMI) che sviluppano un progetto strategico comune, finalizzato ad accrescere l’attrattività e la competitività delle imprese commerciali, l’innovazione dei sistemi di offerta commerciale, la valorizzazione e promozione delle eccellenze commerciali (shopping), enogastronomiche e storiche locali. Il raggiungimento di tali finalità richiede l’adesione degli operatori di settore ad una visione strategica e di investimento comune, che deve muovere dal territorio e dai soggetti impegnati nello sviluppo locale che costruiscano dei partenariati, secondo il modello previsto dai Distretti del commercio riconosciuti con la deliberazione della Giunta regionale n. 237 del 6 marzo 2018.
Il Bando è finalizzato all’assegnazione di contributi per la riqualificazione dei centri storici e urbani, la promozione di iniziative innovative per la modernizzazione della rete distributiva veneta anche al fine dello sviluppo di attività commerciali nelle aree desertificate, la valorizzazione e al sostegno del commercio tradizionale anche attraverso il riconoscimento dei luoghi storici del commercio, oltre che per lo sviluppo del commercio elettronico (e-commerce). Il Bando ha una dotazione finanziaria pari ad euro 5.000.000,00 (milioni/00).

 

Presentazione domande: dalle ore 10.00 del 31 maggio 2019 alle ore 18.00 del 31 luglio 2019.

 

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.4

POR – FESR 2014-2020 REGIONE VENETO – Azione 1.1.4

POR - FESR 2014-2020 REGIONE VENETO - Azione 1.1.4

“Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione”. Azione 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”.

La Regione Veneto ha stanziato 10.000.000 di euro per agevolare le piccole, medie e grandi imprese che, in aggregazione di almeno 3 soggetti, realizzino un progetto finalizzato allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e allo sviluppo di tecnologie innovative sostenibili, efficienti ed inclusive per introdurre nei sistemi produttivi prodotti e impianti “intelligenti”, dispositivi avanzati, di virtual prototyping e servizi ad alta intensità di conoscenza.
Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese sostenute, nel caso in cui l’aggregazione sia composta da PMI, e del 40% se è coinvolta una grande azienda.

Beneficiari

Può presentare domanda di sostegno l’aggregazione di imprese definita con legge regionale 30 maggio 2014, n. 13, articolo 2, comma 3. L’aggregazione di imprese è composta nel numero minimo di 3 imprese. Tra le imprese che compongono l’aggregazione è ammessa una sola grande impresa. L’aggregazione deve prevedere il coinvolgimento di un organismo di ricerca iscritto nel portale regionale Innoveneto.

Finalità

La Regione intende incentivare la collaborazione e l’aggregazione tra imprese e soggetti della ricerca al fine di promuovere, mediante forme aggregative, la tutela, la valorizzazione, lo sviluppo e la diffusione della ricerca applicata al sistema produttivo. Il bando concorre, inoltre, a dare attuazione alla Strategia di Specializzazione Intelligente per la Ricerca e l’Innovazione della Regione del Veneto (RIS3 Veneto – Smart Specialization Strategy del Veneto) e recepisce gli indirizzi definiti dal Piano Strategico Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico e l’Innovazione.
Il Bando ha una dotazione finanziaria pari ad euro 10.000.000,00 (milioni/00).

 

Le domande devono essere presentate a partire dal 18/06/2019 fino alle ore 13.00 del 02/08/2019.

 

I dettagli del Bando sono disponibili nella scheda relativa al seguente link:

Iperammortamento: agevolazione a termine. Le novità 2019

Iperammortamento: agevolazione a termine. Le novità 2019

Si avvia a conclusione l’incentivo fiscale, già contenuto nella normativa “Industria 4.0”, che prevede un iperammortamento pari al 270% del costo effettivo di beni e servizi di valore complessivo fino a 2,5 milioni di €.
La Legge di Bilancio 2019 ha definito nuove aliquote differenziate per l’iperammortamento dei nuovi investimenti in tecnologie avanzate e interconnesse.

Esse sono:

ALIQUOTA

INVESTIMENTI

Iperammortamento 270%

fino a 2,5 milioni di euro

Iperammortamento 200%

oltre 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro

Iperammortamento 150%

oltre 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro.

Le nuove aliquote si applicano alle seguenti tipologie di beni (acquistati anche in leasing):

  • beni materiali (macchine, attrezzature, ecc.) elencati in allegato A della legge;
  • beni immateriali (licenze, software, sistemi) elencati in allegato B della legge, indispensabili per fare funzionare i beni materiali in allegato A.

All’allegato B originario, la Legge di Bilancio 2019, ha aggiunto i seguenti beni:

  • sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
  • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.

Il periodo di acquisizione dei beni oggetto d’investimento si estende al 31/12/2020 purché un acconto pari ad almeno il 20% del valore dell’investimento venga pagato entro il 31/12/2019. Questo beneficio rappresenta un’ottima opportunità non solo per chi intende effettuare l’investimento, ma anche per le Aziende produttrici dei beni e dei servizi correlati, oggetto dell’investimento, in chiave di marketing.

Per approfondimenti e verifiche, contattare

Prisma Servizi Srl
Dott. Andrea Trinco
Telefono: 049 866.67.08
Email: andrea.trinco@prismaservizi.it

Cambiamenti in vista per il Credito d’imposta R&S

Cambiamenti in vista per il Credito d’imposta R&S

Come ogni anno la fine del mese di ottobre rappresenta l’inizio delle anticipazioni dei principali interventi del Governo inseriti all’interno della prossima Legge di Stabilità per l’anno 2019.
Fra questi, secondo recenti comunicati, vi è anche una rivisitazione del Credito d’Imposta per la Ricerca e Sviluppo, già oggetto in passato, di consistenti interventi correttivi.

La prima novità è rappresentata dalla riduzione del massimale annuo del beneficio fiscale da 20 a 10 milioni di euro, originariamente fissata per l’esercizio 2015 a 5 milioni.

La seconda novità è data da una ennesima rivisitazione delle aliquote del credito per singola voce di spesa; l’attuale 50%, previsto indistintamente per tutti i costi ammissibili, sarà riconosciuto solo per il personale e i contratti sottoscritti con università, centri di ricerca e altre imprese.

Le rimanenti voci, e cioè le strumentazioni e attrezzature di laboratorio, relativamente alla loro quota di ammortamento, e le competenze tecniche e le privative industriali, passano al 25%, ritornando, quindi, alla situazione iniziale prevista dall’articolo 1, comma 35, della Legge 190/2014 e dal decreto Attuativo del 27/05/2015.

Da qui a fine anno sicuramente ci saranno ulteriori anticipazioni in materia che sarà nostra cura comunicarVi a chiarimento e approfondimento di quanto allo stato attuale, in modo molto stringato, è dato sapere.

Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo chiarimenti dell’Agenzia delle entrate in materia di operazioni straordinarie

Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo: chiarimenti dell’Agenzia delle entrate in materia di operazioni straordinarie

Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo è stato introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 3 del D.L. 145/2013 poi successivamente modificato, da ultimo con la Legge di Bilancio 2017. Nell’attuale formulazione l’agevolazione è riconosciuta nella misura del 50% per tutte le tipologie di spesa sostenute. In particolare sotto il profilo oggettivo trova applicazione per gli investimenti in attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale tra cui rientra la produzione e il collaudo di prodotti, processi e servizi. Tali investimenti dovranno essere effettuati a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020.

Con la circolare n. 10/E del 16.05.2018, l’Agenzia delle entrate è intervenuta in relazione alla fruizione del credito d’imposta R&S nel caso di operazioni straordinarie, quali fusione, scissione, trasformazione e conferimento d’azienda, al fine di levare qualsiasi dubbio interpretativo in materia.

Nello specifico per quanto riguarda la trasformazione la problematica che può sorgere nella determinazione del credito d’imposta attiene alla formazione di periodi fiscali autonomi di durata differente da quella usuale. L’Agenzia afferma che il periodo compreso tra l’inizio del periodo d’imposta e la data in cui ha effetto la trasformazione costituisce autonomo periodo d’imposta in relazione alla quale la società trasformata ha diritto a calcolare il credito d’imposta considerando i costi imputabili in base alla regola della competenza prevista dalla disciplina agevolativa.

Per i periodi d’imposta successivi la società risultante dall’operazione di trasformazione calcola il credito d’imposta avendo come riferimento la media storica determinata in capo alla società trasformata per il suo intero valore. Nel caso in cui la trasformazione abbia avuto luogo in uno dei periodi rilevanti ai fini del calcolo della media storica, la società risultante dalla trasformazione per accedere al beneficio dovrà considerare nel calcolo anche i costi sostenuti prima della trasformazione.

Anche le operazioni di fusione e scissione presentano delle complessità sempre in relazione al calcolo dell’agevolazione, specie nel caso in cui tali operazioni siano poste in essere nel corso di uno dei periodi d’imposta rilevanti ai fini della determinazione della media di riferimento o se realizzate in uno dei periodi agevolati. Nella prima ipotesi il soggetto risultante dall’operazione è tenuto a considerare anche i costi rilevanti ai fini del calcolo del parametro storico di riferimento sostenuti dalle società incorporate o fuse. Nella seconda ipotesi occorre distinguere a seconda che le operazioni abbiano avuto effetti retroattivi o meno con la distinzione che, se l’operazione è retrodatata gli investimenti agevolabili sostenuti fino al giorno antecedente l’operazione rilevano in capo al soggetto incorporante o risultante, se l’operazione non è retrodatata la stessa determina la chiusura dell’esercizio delle incorporate o fuse e relativamente a tale autonomo periodo d’imposta la società ha diritto ad un credito d’imposta in relazione ai costi sostenuti fino alla data dell’operazione.

Infine occorre precisare che la circolare in commento dev’essere intesa come integrativa rispetto ai precedenti interventi in materia, e l’Agenzia precisa che la correzione di comportamenti difformi tenuti per errata interpretazione della norma potrà essere esercitata presentando una dichiarazione integrativa con successivo versamento del maggior credito utilizzato oppure con la sola presentazione della dichiarazione integrativa con la corretta indicazione del credito se invece l’errore ha comportato la determinazione di un minor credito.

Smact Competence Center

Smact Competence Center

Nel contesto degli interventi previsti dal Piano Industry 4.0. (2017–2020), accanto alle misure volte all’incremento degli investimenti delle aziende, fra le molte misure previste lanciate nel 2016 dal Governo Italiano (MISE e MIUR) vi è la creazione di alcuni selezionati Competence Center ad alta specializzazione, che si configurano come hub dell’innovazione, partnership pubblico private che opereranno principalmente in 3 aree: orientamento, alta formazione e ricerca applicata.

La prima funzione, quindi, è l’orientamento alle imprese, in particolare PMI, attraverso la predisposizione di una serie di strumenti volti a supportare le imprese nel valutare il loro livello di maturità digitale e tecnologia. La seconda area è la formazione alle imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività di formazione in aula e sulla linea predittiva e su applicazioni reali. Terza funzione è l’attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, proposti dalle imprese, compresi quelli di natura collaborativa tra le stesse, e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, anche attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione da parte delle imprese, in particolare delle PMI.

Recentemente il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il bando per la presentazione dei progetti per la costituzione delle Competence Center, volto a selezionare le migliori partnership pubblico private a livello nazionale. A seguito della pubblicazione del bando MISE, le Università firmatarie stanno predisponendo il progetto per una partneship che unirà le eccellenze scientifiche degli Atenei con le competenze dei provider tecnologici e delle aziende del Nord Est, intorno alle tecnologie SMACT: Social, Mobile, Analytics, Cloud, Internet of Things. Le agevolazioni come l’iperammortamento e i finanziamenti hanno poco significato se non sono supportati da un progetto di innovazione insieme a Università e centri di trasferimento tecnologico. Le macchine acquistate se non concepite in un contesto più ampio, perdono di significato. I Competence Center devono dare supporto alle aziende per investire e dar luogo a una trasformazione digitale che abbia un senso e che le possa aiutare a fare profitto e posizionarsi sul mercato. L’obiettivo è quello di creare un ecosistema capace di mettere in relazione le imprese del Made in Italy con gli attori dell’innovazione e con gli investitori, al fine di permettere alle imprese di crescere quantitativamente ma anche qualitativamente, traducendo in nuovi prodotti e processi le  opportunità offerte dalle tecnologie SMACT.

Il progetto di Competence Center punta all’applicazione delle tecnologie 4.0 a settori chiave del Made in Italy: automazione, abbigliamento, arredamento e agroalimentare. La 4°Rivoluzione industriale apre innumerevoli opportunità per le filiere produttive italiane, dall’efficientamento dei processi e miglioramento della produttività, al ripensamento dei prodotti, alla migliore capacità di risposta alle esigenze del mercato e a nuovi modelli di business per crescere o soddisfare nuovi bisogni. Tali opportunità devono essere sfruttate al massimo adottando soluzioni mirate rispetto all’attuale settore industriale italiano, che permettano il passaggio da un modello frammentato a un modello di filiera interconnesso, in cui le imprese operano congiuntamente per fornire un output competitivo grazie a processi produttivi gestiti in real time e a modelli di business rinnovati sulla base della domanda. L’idea è di non guardare singolarmente a questi componenti della tecnologia 4.0 ma di unirli al servizio della manifattura made in Italy.

Globalmente, i Competence Center (CC) nazionali nasceranno con le seguenti caratteristiche e mission.

Caratteristiche

  • Forte coinvolgimento di poli universitari di eccellenza e grandi player privati
  • Contribuzione di stakeholder chiave (es. centri di ricerca, start-up)
  • Polarizzazione dei centri su ambiti tecnologici specifici e complementari
  • Modello giuridico e competenze manageriali adeguate
  • Sviluppo e interconnessione all’interno dei Digital Innovation Hub, che faranno da ponte tra imprese, ricerca e finanza

Mission

  • Formazione e awareness suI 4.0
  • Live demo su nuove tecnologie e accesso a best practice in ambito I4.0
  • Advisory tecnologica per PMI su I4.0
  • Lancio ed accelerazione di progetti innovativi e di sviluppo tecnologico
  • Supporto a sperimentazione e produzione “in vivo” di nuove tecnologie I4.0
  • Coordinamento con centri di competenza europe.

 

Le tecnologie SMACT

Social network: 

I social network sono diventati sinonimi di digital transformation e possono essere utilizzati dalle imprese per favorire il customer engagement e l’employee empowerment, nonché la creazione di comunità di interesse, pratica, apprendimento, supporto e lo sviluppo di progetti di crowd-sourcing finanziario e di idee.

Mobile platform & apps:

Oggi ci sono più di 300 milioni di utenti internet, ma soprattutto 900 milioni di utenti di mobile device. Il mercato dell’e-commerce è, quindi, soprattutto prerogativa dei mobile device e del mondo delle app. La mobilità è un must per la creazione di valore attraverso “micro-momenti”, innovazione di tipo collaborativo, connessione con i clienti, esperienza a 360 gradi e geo-localizzazione di marketing.

Advanced Analytics and Big Data:

Il mercato mondiale del software open source per l’archiviazione e l’analisi dei Big data passerà da 1,5 mld $ del 2012 a 50,2 mld nel 2020. È fondamentale, quindi, progettare metodi per acquisire e memorizzare in modo efficace la grande mole di dati generati, nonché gli algoritmi di analisi per rendere fruibili tali dati in funzione dello scopo, dall’elaborazione della strategia di procurement ai modelli di forecasting dei reclami in garanzia, ai livelli ottimali di scorte, ecc.

Cloud:

Nel 2017 la spesa nel cloud da parte delle aziende è stata di 235 mld $, un valore triplicato rispetto al 2011. Il Cloud rappresenta la piattaforma di riferimento sulla quale appoggiare la trasformazione digitale e l’IoT. Impatterà sull’agilità di fare  business, sulle economie di scala, sulla globalizzazione, nonché comporta sin da oggi una maggior attenzione alle tematiche di cyber security, altrettanto importanti per la competitività e la sicurezza aziendali.

Internet of Things:

Entro il 2020 ci saranno 30 miliardi di «cose» connesse e l’IoT creerà globalmente 1,9 trlioni di $ di valore aggiunto.  L’IoT migliorerà i processi di produzione garantendo maggiore personalizzazione, sostenibilità, efficienza, evoluzione adattativa degli impianti e innovazione, ma anche i prodotti e i servizi.

 

Le caratteristiche del Competence Center Triveneto

Il MISE con Industria 4.0 ha messo a disposizione 100 milioni di Euro da dedicare alla costituzione di 7 Competence Center collegati alle Università presenti nelle location selezionate, tra i quali figura il Competence Center del Triveneto. Il 29 settembre 2016, le 9 Università del Triveneto hanno sottoscritto un memorandum of understanding per la creazione di questo Competence Center, capitanato dall’Università degli Studi di Padova e comprendente Università degli Studi di Verona, Ca’ Foscari di Venezia, Iuav (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Università degli Studi di Trento, Libera Università di Bolzano, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Trieste e Sissa (Scuola superiore di studi avanzati) di Trieste.

Il Competence Center è strutturato in tre laboratori fondamentali: il demonstration lab, il co-desing lab e il transformation lab.

Il demonstration lab è il luogo della awareness, ovvero sensibilizzazione e formazione, sulle tecnologie 4.0: live demo, linee pilota e veri e propri impianti dimostrativi, messi a disposizione da aziende che hanno già tecnologie 4.0 e che si aprono come show room alle PMI non concorrenti.

Il co-design lab è la parte più importante, che prevede il coinvolgimento di imprese, ricercatori e stakeholder. Industria 4.0 non è solo tecnologia e prodotto, ma anche cambiamento di business model. E Co-design lab lavora su progetti di innovazione ad alto trl (technology readiness level, livello di maturità tecnologica). Il ministero ha indicato che il competence center non deve fare ricerca di base, ma trasferimento tecnologico. Quindi bisogna lavorare su progetti non di lunghissimo termine, ma con un respiro di medio termine, che abbiano una ricaduta quasi immediata sull’attività dell’impresa, sia sulla parte tecnologica che sul business model.

Nel transformation lab svolgono un ruolo fondamentale i provider tecnologici, siano o meno interni al Competence Center. Insieme a loro, bisogna tradurre il progetto in un prodotto, in un processo, in un modello di business innovativo presso l’impresa.

Tutti gli atenei coinvolti nel processo metteranno a disposizione le proprie specializzazioni nell’ambito delle SMAC. L’organizzazione non è geografica ma per competenze, che verranno messe a sistema e sfruttate in ottica di ricerca di base: laboratori, live demo, anche con progetti finanziati dalle Regioni, in alcuni caso già partiti. Prevista anche la collaborazione con Confindustria Veneto, e con le strutture territoriali dell’organizzazione imprenditoriale, che sono state coinvolte nella fase di progettazione del progetto.

Iper Ammortamento, Super Ammortamento e Bonus Formazione

Iper Ammortamento, Super Ammortamento e Bonus Formazione

Iper Ammortamento, Super Ammortamento e Bonus Formazione si pongono come gli incentivi fiscali maggiori per gli investimenti produttivi del 2018.


Anche il 2018 si preannuncia particolarmente interessante in termini di agevolazioni per gli investimenti produttivi aziendali.

In primo luogo merita sottolineare che il c.d. Iper Ammortamento, incentivo che sostiene l’acquisto di macchinari e apparati funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi, è stato esteso a tutto il 2018: ciò comporta che le aziende potranno usufruire della maggiorazione del 150% nel computo degli ammortamenti anche per il prossimo esercizio, con la possibilità di portare a conclusione l’investimento, con la consegna del bene e la interconnessione dello stesso, entro il 31 dicembre 2019, purchè entro il 31/12/2018 vi sia stato il pagamento di un acconto almeno pari al 20% del valore dell’investimento.

Il Super Ammortamento, incentivo fiscale che agevola l’acquisto di beni strumentali tradizionali, è stato anch’esso prorogato a tutto il 2018 ma con alcune limitazioni: infatti, l’aliquota è scesa dal 140% al 130% con una restrizione del perimetro dei beni agevolabili come ad esempio i veicoli anche qualora utilizzati come beni strumentali d’impresa. Le aziende avranno tempo di perfezionare l’investimento con la consegna del bene entro il 30/06/2019 purchè entro fine 2018 sia stato versato un acconto almeno pari al 20%.

Novità assoluta è il Bonus Formazione, un nuovo credito d’imposta per l’aggiornamento / istruzione del personale aziendale in attività legate a “Industria 4.0”. In particolare, questo nuovo incentivo, sotto forma di credito d’imposta come succintamente accennato più sopra, verrà riconosciuto con una aliquota del 40% applicata al costo del personale impiegato nelle attività formative con un tetto massimo di 300.000 euro per singola impresa.

Gli ambiti di svolgimento delle attività formative risultano divisi nelle tre categorie di seguito elencate che si articolano in 106 voci distinte:

  • Vendita e marketing
  • Informatica
  • Tecniche e Tecnologie di produzione.
Startup e PMI innovative Circolare n 3696 C del Ministero dello Sviluppo Economico

Startup e PMI innovative Circolare n 3696 C del Ministero dello Sviluppo Economico

Ai fini delle verifiche preventive, effettuate in sede di iscrizione delle imprese nella sezione speciale dedicata alle startup e alle PMI innovative, occorre distinguere due momenti differenti individuati dai commi 2 e 12 dell’art. 25 del D.L. n. 179/2012.

La prima disposizione individua gli elementi genetici che identificano la fattispecie, mentre la seconda indica gli aspetti che devono essere comunicati dalla società ai fini dell’iscrizione della stessa nella sezione speciale. Va da sé che la disposizione di cui al comma 2 si pone come presupposto propedeutico della disposizione di cui al comma 12, vi è quindi un nesso causale  che lega la definizione di società quale startup con la sua iscrivibilità in sezione speciale.

Procedendo con l’analisi dell’art. 25 comma 2, il primo requisito indicato è che la startup sia “società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione”. Il controllo verrà effettuato nella pratica mediante accesso al registro delle imprese e tramite la CONSOB per il requisito della mancata quotazione. Con particolare riguardo alla fattispecie delle PMI la verifica preventiva verterà sul controllo dello status di PMI ai sensi della normativa europea, tale verifica avverrà pertanto sulla base degli indicatori relativi al fatturato anno e al numero degli addetti impiegati.

Per quanto riguarda invece il requisito secondo cui la startup dev’essere costituita da non più di sessanta mesi, il limite temporale è da intendersi non in riferimento alla data di inizio attività o alla data di iscrizione al registro delle imprese, ma bensì alla data di costituzione della società stessa.

Il terzo requisito relativo alla residenzialità, riconosce la possibilità ad una società costituita secondo la giurisdizione di uno dei Paesi dell’Unione o dello SEE e ivi stabilita, di godere del regime startup innovativa secondo la normativa italiana, purché abbia sede operativa o filiale in Italia. Tale verifica verrà effettuata dagli Uffici attraverso la consultazione del registro imprese, che permetterà di capire se vi sono sedi secondarie o unità locali.

Per quanto riguarda invece i requisiti relativi al valore della produzione annua così come l’obbligo di non distribuire gli utili, valgono ovviamente per le società già esistenti e sono oggetto di verifiche partendo rispettivamente dai dati di bilancio e da quanto contenuto nel verbale assembleare di approvazione del bilancio.

Più articolato in termini di controllo è il requisito di cui alla lettera f) riguardo l’oggetto sociale. Innanzitutto si ritiene che tale verifica debba avvenire con esclusione di ogni apprezzamento nel merito valutando secondo coerenza e avendo chiara la finalità della norma, volta a favorire l’imprenditoria innovativa e a creare condizioni sistemiche abilitanti per questo fenomeno.

Nella pratica i criteri utilizzati in sede di controllo riguardano la verifica del requisito sull’innovazione selezionato dalla startup stessa in fase di autocertificazione e la sua coerenza rispetto al requisito di cui al punto h) ossia il possesso di almeno uno dei tre requisiti previsti dalla legge per poter acquisire lo status di startup innovativa.

Altro strumento a disposizione è la descrizione dell’attività fornita sempre in fase di autocertificazione, e il sito web se disponibile. In via residuale, nel caso in cui vi fossero ancora delle incertezze, gli uffici potranno richiedere direttamente alla società un presentation deck per cogliere appieno gli elementi di innovatività del business.

Ultimo aspetto in merito ai controlli propedeutici all’iscrizione in sezione speciale riguarda le startup innovative a vocazione sociale (SIAVS). Per questo tipo particolare di startup occorre infatti verificare la presenza del Documento di Descrizione di Impatto Sociale.

Si dovrà dunque procedere con i controlli necessari, contemperando il profilo innovativo ad alto valore tecnologico dell’oggetto sociale con quello ulteriore e specifico della startup stessa.

Per quanto riguarda invece le verifiche dinamiche, queste hanno lo scopo di garantire la sussistenza dei requisiti anche nel corso dell’attività svolta da parte delle startup.

La prima verifica è quella della perdita fisiologica dei requisiti per decorso del termine massimo fissato dalla norma. In particolare il 18 dicembre 2017 si esaurirà lo speciale regime previsto per le società già esistenti alla data di entrata in vigore della norma, pertanto a partire da tale data le cancellazioni saranno regolate sulla data di iscrizione della società in sezione speciale.

Altra verifica dinamica è quella relativa alla dichiarazione annuale di mantenimento dei requisiti, la cui assenza comporta gli stessi effetti della perdita dei medesimi e cioè la cancellazione dalla sezione speciale. Ne consegue pertanto che gli uffici sono chiamati a riscontrare la coerenza delle dichiarazioni contenute nell’atto di conferma. Chiaramente i requisiti analizzati sono quelli sopraesposti, tuttavia solamente alcuni dovranno essere verificati di volta in volta, è il caso della quotazione, della distribuzione degli utili, del valore annuale della produzione e per le startup innovative a vocazione sociale, del deposito del Documento di Descrizione di Impatto Sociale. Tutti gli altri requisiti si considerano assodati e non sono dunque oggetto di verifiche in itinere.

Le PMI sono soggette alle stesse verifiche dinamiche fin qui esposte, ad esse si aggiunge solamente la verifica annuale dell’esistenza di una certificazione di bilancio, che una volta iscritta la PMI in sezione speciale, diventa a tutti gli effetti una certificazione legale.

Startup e PMI innovative Circolare n 3696 C del Ministero dello Sviluppo Economico