SMART&START ITALIA: un’ottima opportunità per le start up innovative

SMART&START ITALIA: un’ottima opportunità per le start up innovative
SMART&START ITALIA: un’ottima opportunità per le start up innovative

SMART&START ITALIA: un’ottima opportunità agevolativa per le startup innovative di piccola dimensione, iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese.

In particolare, volendo individuare i requisiti cardine, un’impresa può considerarsi start up innovativa se:

  • è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi;
  • ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • a partire dal secondo anno di attività il totale del valore della produzione annua non è superiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuisce utili e non ha distribuito utili;
  • ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Sono finanziabili progetti con spese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro attraverso un contributo consistente in:

  • un mutuo a tasso zero fino al 70% dell’investimento totale. La percentuale di finanziamento può salire all’80% se la startup è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia;
  • un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo, solo per le startup con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel Cratere Sismico dell’Aquila.

I progetti oggetto del programma d’investimento devono riguardare la produzione di beni e l’erogazione di servizi, che si caratterizzano per il forte contenuto tecnologico e innovativo, e/o si qualificano come prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale e/o si basano sulla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata (spin off da ricerca).

Tra le principali voci di spesa ammissibili si evidenzia:

  • per gli investimenti: impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche; componenti HW e SW; brevetti, licenze, knowhow; consulenze specialistiche tecnologiche;
  • per la gestione: personale dipendente e collaboratori; licenze e diritti per titoli di proprietà industriale; servizi di accelerazione; canoni di leasing; interessi su finanziamenti esterni.

Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro i 2 anni successivi alla stipula del contratto di finanziamento con Invitalia, Ente gestore della presente agevolazione.

Le domande possono essere presentate fino ad esaurimento dei fondi stanziati ammontanti a 200 milioni di euro. Considerando i dati ufficiali risalenti al mese di giugno le imprese possono ancora procedere all’inoltro delle istanze; infatti al mese scorso sono stati ammesse alle agevolazioni 82 imprese per un totale di 41,8 milioni di euro, con esclusione di 102 progetti non ritenuti idonei. Stante il carattere di selettività nell’analisi dei progetti, emergente dai dati più sopra riportati, le start up innovative che ad oggi hanno un valido progetto possono seriamente valutare l’opportunità offerta da questo bando.