Smact Competence Center

Nel contesto degli interventi previsti dal Piano Industry 4.0. (2017–2020), accanto alle misure volte all’incremento degli investimenti delle aziende, fra le molte misure previste lanciate nel 2016 dal Governo Italiano (MISE e MIUR) vi è la creazione di alcuni selezionati Competence Center ad alta specializzazione, che si configurano come hub dell’innovazione, partnership pubblico private che opereranno principalmente in 3 aree: orientamento, alta formazione e ricerca applicata.

La prima funzione, quindi, è l’orientamento alle imprese, in particolare PMI, attraverso la predisposizione di una serie di strumenti volti a supportare le imprese nel valutare il loro livello di maturità digitale e tecnologia. La seconda area è la formazione alle imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività di formazione in aula e sulla linea predittiva e su applicazioni reali. Terza funzione è l’attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, proposti dalle imprese, compresi quelli di natura collaborativa tra le stesse, e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, anche attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione da parte delle imprese, in particolare delle PMI.

Recentemente il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il bando per la presentazione dei progetti per la costituzione delle Competence Center, volto a selezionare le migliori partnership pubblico private a livello nazionale. A seguito della pubblicazione del bando MISE, le Università firmatarie stanno predisponendo il progetto per una partneship che unirà le eccellenze scientifiche degli Atenei con le competenze dei provider tecnologici e delle aziende del Nord Est, intorno alle tecnologie SMACT: Social, Mobile, Analytics, Cloud, Internet of Things. Le agevolazioni come l’iperammortamento e i finanziamenti hanno poco significato se non sono supportati da un progetto di innovazione insieme a Università e centri di trasferimento tecnologico. Le macchine acquistate se non concepite in un contesto più ampio, perdono di significato. I Competence Center devono dare supporto alle aziende per investire e dar luogo a una trasformazione digitale che abbia un senso e che le possa aiutare a fare profitto e posizionarsi sul mercato. L’obiettivo è quello di creare un ecosistema capace di mettere in relazione le imprese del Made in Italy con gli attori dell’innovazione e con gli investitori, al fine di permettere alle imprese di crescere quantitativamente ma anche qualitativamente, traducendo in nuovi prodotti e processi le  opportunità offerte dalle tecnologie SMACT.

Il progetto di Competence Center punta all’applicazione delle tecnologie 4.0 a settori chiave del Made in Italy: automazione, abbigliamento, arredamento e agroalimentare. La 4°Rivoluzione industriale apre innumerevoli opportunità per le filiere produttive italiane, dall’efficientamento dei processi e miglioramento della produttività, al ripensamento dei prodotti, alla migliore capacità di risposta alle esigenze del mercato e a nuovi modelli di business per crescere o soddisfare nuovi bisogni. Tali opportunità devono essere sfruttate al massimo adottando soluzioni mirate rispetto all’attuale settore industriale italiano, che permettano il passaggio da un modello frammentato a un modello di filiera interconnesso, in cui le imprese operano congiuntamente per fornire un output competitivo grazie a processi produttivi gestiti in real time e a modelli di business rinnovati sulla base della domanda. L’idea è di non guardare singolarmente a questi componenti della tecnologia 4.0 ma di unirli al servizio della manifattura made in Italy.

Globalmente, i Competence Center (CC) nazionali nasceranno con le seguenti caratteristiche e mission.

Caratteristiche

  • Forte coinvolgimento di poli universitari di eccellenza e grandi player privati
  • Contribuzione di stakeholder chiave (es. centri di ricerca, start-up)
  • Polarizzazione dei centri su ambiti tecnologici specifici e complementari
  • Modello giuridico e competenze manageriali adeguate
  • Sviluppo e interconnessione all’interno dei Digital Innovation Hub, che faranno da ponte tra imprese, ricerca e finanza

Mission

  • Formazione e awareness suI 4.0
  • Live demo su nuove tecnologie e accesso a best practice in ambito I4.0
  • Advisory tecnologica per PMI su I4.0
  • Lancio ed accelerazione di progetti innovativi e di sviluppo tecnologico
  • Supporto a sperimentazione e produzione “in vivo” di nuove tecnologie I4.0
  • Coordinamento con centri di competenza europe.

 

Le tecnologie SMACT

Social network: 

I social network sono diventati sinonimi di digital transformation e possono essere utilizzati dalle imprese per favorire il customer engagement e l’employee empowerment, nonché la creazione di comunità di interesse, pratica, apprendimento, supporto e lo sviluppo di progetti di crowd-sourcing finanziario e di idee.

Mobile platform & apps:

Oggi ci sono più di 300 milioni di utenti internet, ma soprattutto 900 milioni di utenti di mobile device. Il mercato dell’e-commerce è, quindi, soprattutto prerogativa dei mobile device e del mondo delle app. La mobilità è un must per la creazione di valore attraverso “micro-momenti”, innovazione di tipo collaborativo, connessione con i clienti, esperienza a 360 gradi e geo-localizzazione di marketing.

Advanced Analytics and Big Data:

Il mercato mondiale del software open source per l’archiviazione e l’analisi dei Big data passerà da 1,5 mld $ del 2012 a 50,2 mld nel 2020. È fondamentale, quindi, progettare metodi per acquisire e memorizzare in modo efficace la grande mole di dati generati, nonché gli algoritmi di analisi per rendere fruibili tali dati in funzione dello scopo, dall’elaborazione della strategia di procurement ai modelli di forecasting dei reclami in garanzia, ai livelli ottimali di scorte, ecc.

Cloud:

Nel 2017 la spesa nel cloud da parte delle aziende è stata di 235 mld $, un valore triplicato rispetto al 2011. Il Cloud rappresenta la piattaforma di riferimento sulla quale appoggiare la trasformazione digitale e l’IoT. Impatterà sull’agilità di fare  business, sulle economie di scala, sulla globalizzazione, nonché comporta sin da oggi una maggior attenzione alle tematiche di cyber security, altrettanto importanti per la competitività e la sicurezza aziendali.

Internet of Things:

Entro il 2020 ci saranno 30 miliardi di «cose» connesse e l’IoT creerà globalmente 1,9 trlioni di $ di valore aggiunto.  L’IoT migliorerà i processi di produzione garantendo maggiore personalizzazione, sostenibilità, efficienza, evoluzione adattativa degli impianti e innovazione, ma anche i prodotti e i servizi.

 

Le caratteristiche del Competence Center Triveneto

Il MISE con Industria 4.0 ha messo a disposizione 100 milioni di Euro da dedicare alla costituzione di 7 Competence Center collegati alle Università presenti nelle location selezionate, tra i quali figura il Competence Center del Triveneto. Il 29 settembre 2016, le 9 Università del Triveneto hanno sottoscritto un memorandum of understanding per la creazione di questo Competence Center, capitanato dall’Università degli Studi di Padova e comprendente Università degli Studi di Verona, Ca’ Foscari di Venezia, Iuav (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Università degli Studi di Trento, Libera Università di Bolzano, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Trieste e Sissa (Scuola superiore di studi avanzati) di Trieste.

Il Competence Center è strutturato in tre laboratori fondamentali: il demonstration lab, il co-desing lab e il transformation lab.

Il demonstration lab è il luogo della awareness, ovvero sensibilizzazione e formazione, sulle tecnologie 4.0: live demo, linee pilota e veri e propri impianti dimostrativi, messi a disposizione da aziende che hanno già tecnologie 4.0 e che si aprono come show room alle PMI non concorrenti.

Il co-design lab è la parte più importante, che prevede il coinvolgimento di imprese, ricercatori e stakeholder. Industria 4.0 non è solo tecnologia e prodotto, ma anche cambiamento di business model. E Co-design lab lavora su progetti di innovazione ad alto trl (technology readiness level, livello di maturità tecnologica). Il ministero ha indicato che il competence center non deve fare ricerca di base, ma trasferimento tecnologico. Quindi bisogna lavorare su progetti non di lunghissimo termine, ma con un respiro di medio termine, che abbiano una ricaduta quasi immediata sull’attività dell’impresa, sia sulla parte tecnologica che sul business model.

Nel transformation lab svolgono un ruolo fondamentale i provider tecnologici, siano o meno interni al Competence Center. Insieme a loro, bisogna tradurre il progetto in un prodotto, in un processo, in un modello di business innovativo presso l’impresa.

Tutti gli atenei coinvolti nel processo metteranno a disposizione le proprie specializzazioni nell’ambito delle SMAC. L’organizzazione non è geografica ma per competenze, che verranno messe a sistema e sfruttate in ottica di ricerca di base: laboratori, live demo, anche con progetti finanziati dalle Regioni, in alcuni caso già partiti. Prevista anche la collaborazione con Confindustria Veneto, e con le strutture territoriali dell’organizzazione imprenditoriale, che sono state coinvolte nella fase di progettazione del progetto.