Quando può essere conveniente trasferire la propria tecnologia

È noto che mediante i contratti di trasferimento di tecnologia l’impresa, invece di sfruttare in proprio la tecnologia attraverso la fabbricazione e la vendita dei prodotti, la concede ad un’altra impresa perché vi provveda essa stessa.

Si può pertanto affermare che un’impresa può essere interessata a trasferire la propria tecnologia quando non sia in grado di sfruttarla direttamente in modo efficiente.

Questa situazione può presentarsi, in diversi casi, ed in particolare quando:

  • Lo sfruttamento della tecnologia richiede investimenti che si trovano al di fuori delle capacità finanziarie dell’impresa
  • La produzione richiede il raggiungimento di economia di scala che si trovano al di là delle capacità produttive dell’impresa
  • Il mercato di sbocco dei prodotti è di tale vastità che l’impresa non dispone di un’organizzazione adeguata a fabbricare e distribuire direttamente i prodotti
  • La tecnologia non può essere sfruttata in modo efficiente, senza altre tecnologie complementari, che l’impresa non possiede
  • Il paese nel quale si desidererebbe sfruttare la tecnologia non può essere raggiunto mediane la vendita di prodotti, a causa delle restrizioni legali o doganali alle importazioni, di altri costi di trasporto, della mancanza di contatti con agenti, distributori o altri intermediari del paese, e così via
  • La tecnologia è obsoleta nel nostro paese e in altre aree geografiche, ma è invece ancora adatta all’economia del paese di destinazione.

In tutti questi casi il trasferimento della tecnologia a terzi può costituire una valida alternativa al suo diretto sfruttamento.

Nel decidere se possa essere conveniente o meno procedere al trasferimento, non si dovranno considerare solo gli aspetti di redditività immediata, ma si dovrà tenere conto anche dei rischi connessi a possibili effetti indesiderati, anche a medio e lungo termine.

Ad esempio, se l’impresa italiana trasferisse ad un’impresa estera una tecnologia simile a quella che essa stessa già utilizza nel proprio processo produttivo, finirebbe per creare un concorrente; se questi poi disponesse di sufficienti capacità produttive e commerciali, potrebbe riuscire a vendere i prodotti sui mercati di interesse dell’impresa italiana, sottraendole quote di fatturato e di utili.

Pertanto prima di trasferire una tecnologia, è sempre consigliabile valutare attentamente i rischi di una potenziale concorrenza della controparte e, sempre che la legge applicabile lo consenta, la possibilità di limitare tale concorrenza mediante apposite pattuizioni contrattuali, quali: divieti di fabbricazione fuori territorio, divieti di esportazione dal territorio ed altre.

Un ultimo suggerimento.

Normalmente a fine anno ogni impresa dovrebbe valutare il costo di mantenimento dei propri brevetti per l’anno successivo. Ora se l’impresa valuta che un brevetto sia relativo ad un primo prodotto che non viene più fabbricato in quanto superato da un secondo prodotto migliorato rispetto al primo, sarebbe opportuno far scadere il brevetto relativo al primo prodotto. Ma vi può essere un’altra impresa che è indietro tecnologicamente e che quindi potrebbe essere interessata al primo prodotto ed al relativo brevetto?