PMI innovative

L’articolo 4 del D.L. n. 3 del 24.01.2015 ha introdotto nel nostro ordinamento un nuovo regime agevolato a favore delle piccole e medie imprese con oggetto innovativo, le quali possono beneficiare di molte delle agevolazioni già previste per le start up innovative.
La nuova disciplina è riservata alle società di capitali (costituite anche in forma cooperativa) qualificabili come piccole e medie imprese secondo quanto stabilito dalla raccomandazione 2003/361/CE. Si tratta di imprese con meno di 250 dipendenti che hanno un fatturato annuo inferiore ai 50 milioni di euro.

L’impresa deve avere:

- la residenza in Italia, ai sensi dell’art. 73 TUIR o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia
– l’ultimo bilancio deve essere certificato e l’eventuale bilancio consolidato deve essere redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili
– le azioni della PMI non possono essere quotate in mercati regolamentati
– non deve essere iscritta al registro speciale previsto per le start up innovative e l’incubatore certificato.

La stessa PMI per poter beneficiare di tali agevolazioni deve altresì possedere due dei seguenti requisiti alternativi:

1. avere le spese di R&S almeno pari al 3% del maggiore fra costo e valore totale della produzione della PMI innovativa;
2. avere almeno un quinto della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno 3 anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, avere almeno un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
3. essere licenziatarie o depositarie di un brevetto o software registrato alla SIAE.

Per essere riconosciute come PMI innovative, le società devono registrarsi nella sezione speciale del Registro delle imprese creato presso le Camere di Commercio.
L’iscrizione avviene trasmettendo in via telematica alla Camera di Commercio competente in via territoriale una dichiarazione contenente le seguenti informazioni:
– ragione sociale e codice fiscale;
– data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio;
– sede principale ed eventuali sedi periferiche;
– oggetto sociale;
– breve descrizione dell’attività svolta, comprese l’attività e le spese in ricerca, sviluppo e innovazione;
– elenco dei soci, con trasparenza rispetto a società fiduciarie e holding ove non iscritte nel registro delle imprese, con autocertificazione di veridicità, indicando altresì, per ciascuno e ove sussistano, gli eventuali soggetti terzi per conto dei quali, nel cui interesse o sotto il cui controllo il socio agisce;
– elenco delle società partecipate;
– indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali dei soci e del personale la cui prestazione lavorativa è connessa all’attività innovativa delle PMI, esclusi eventuali dati sensibili;
– indicazione dell’esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, università e centri di ricerca;
– ultimo bilancio depositato, nello standard XBRL;
– elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale;
– numero dei dipendenti;
– sito internet.
Le informazioni, fornite al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, devono essere aggiornate con cadenza annuale (entro il 30 giugno di ogni anno) pena la perdita dello status di PMI innovativa.
Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro 6 mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della PMI innovativa deve attestare il mantenimento del possesso dei requisiti mediante apposita dichiarazione da depositare presso l’ufficio del Registro delle Imprese competente. Il mancato adempimento di tale obbligo comporta la cancellazione d’ufficio dalla sezione speciale.
Qualora le PMI presentino tutti i requisiti sopra descritti potranno beneficiare delle seguenti agevolazioni:
– hanno diritto all’esonero dall’imposta di bollo per l’iscrizione al Registro. Sono invece tenute al pagamento dei diritti di segreteria dovuti per adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonché del pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle CCIAA;
– possono remunerare il personale con piani di incentivazione in equity quali stock option e work for equity, con contemporaneo esonero da imposizione sul reddito;
– godono di numerose deroghe al diritto societario;
– non sono soggette alla disciplina delle società non di comodo. La PMI innovativa, infatti, non è tenuta ad effettuare il test di operatività per verificare lo status di società non operativa;
– possono raccogliere capitali di rischio tramite portali on-line (c.d. equity crowdfunding).
Le persone fisiche e giuridiche che investono nel capitale delle PMI innovative possono godere degli incentivi fiscali di cui all’art. 29 del dl 179/2012.
Le persone fisiche possono godere di detrazioni Irpef del 19% dell’investimento, fino ad un massimo investito pari a 500.000,00 euro.
Alle persone giuridiche, invece, le agevolazioni sono concedibili sotto forma di deduzione dall’imponibile IRES pari al 20% della somma investita, fino ad un massimo di 1,8 milioni di euro.
Alle PMI innovative è assicurato l’accesso gratuito e diretto al Fondo centrale di garanzia (di cui all’art. 30, comma 6, del DL 179/2012). Tale garanzia copre fino all’80% del credito erogato dalla banca alla PMI innovativa, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso semplificati e in via prioritaria. Sarà un apposito decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ad adottare le disposizioni attuative necessarie.