Le finalità economiche delle reti di impresa

INTRODUZIONE

Le reti di imprese sono forme di aggregazione di imprenditori attorno ad un progetto condiviso.
Con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche, rientranti nei rispettivi oggetti sociali, allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato (art. 3 co. 4-ter D.L. 5/2009 conv. con L. 33/2009 e s.m.i. e Decreto Sviluppo 221/2012).

CARATTERISTICHE E FINALITA’

Le reti di impresa permettono da un lato il mantenimento dell’indipendenza e dell’identità delle singole imprese partecipanti alla rete, dall’altro il miglioramento della dimensione necessaria per competere sui mercati globali. Si tratta di uno strumento adatto al tessuto imprenditoriale italiano, composto da micro, piccole e medie imprese molto efficaci ma spesso incapaci di competere in termini di innovazione e internazionalizzazione con imprese più strutturate e di maggiori dimensioni.

La vera caratteristica innovativa delle reti di impresa che la differenzia da tutte le altre forme societarie, è l’approccio graduale e scalabile alle problematiche di aggregazione. Si passa da un “nanismo imprenditoriale” ad un processo di concentrazione che consente di diminuire le distanze tra visioni, ridurre le differenze, superare le paure personali.

LE FASI DELL’APPROCCIO GRADUALE

1^ Fase: viene creata una rete di imprese di tipo “leggero”, che svolge una attività prevalentemente interna, senza coinvolgere nella operatività soggetti diversi dai retisti, non dispone di un fondo comune e l’organo comune (se istituito) è composto dai retisti che periodicamente si ritrovano per prendere decisioni.
In questa prima fase l’impegno dei retisti è limitato, è stato firmato un contratto con regole di comportamento specifiche, si è investito un capitale limitato, si è partecipato a delle riunioni e si sono svolte attività in comune sfruttando le rispettive strutture aziendali. E’ una modalità per perseguire un progetto comune e testarsi reciprocamente senza compromettere la propria autonomia o investire ingenti capitali. Il rischio patrimoniale e solidale è basso.

2^ Fase: visto il successo dell’iniziativa, gli imprenditori aderenti possono decidere di espandere l’attività della Rete che da “leggera” diventa “pesante” creando un fondo patrimoniale comune per sostenere maggiori investimenti, dotandosi di una struttura dedicata alla gestione del Programma di Rete. Se l’organo comune viene costituito e la rete svolge una attività, anche commerciale, nei confronti di soggetti terzi assumendo obbligazioni verso gli stessi, la rete viene assoggettata ad un regime speciale che limita la responsabilità patrimoniale dei retisti (obbligo di redazione e deposito bilancio).

3^ Fase: la rete aspira a siglare contratti ed assumere obbligazioni in proprio, ossia a diventare un autonomo centro di attribuzione di diritti e obblighi, richiede la soggettività giuridica iscrivendosi nella sezione ordinaria del Registro Imprese e attribuzione partita IVA. L’organo comune non è più mandatario dei partecipanti bensì della rete stessa. Gli imprenditori ora sono nelle condizioni di svolgere attività esterna comune in modo efficiente e stabile (per esempio vendendo i prodotti progettati o realizzati insieme o svolgendo azioni commerciali o di marketing coordinate sui mercati nazionali ed esteri o partecipare a gare e appalti pubblici).