La tutela brevettuale del software

Esaminiamo la questione relativa alla brevettabilità del software sotto il profilo della normativa sul brevetto europeo, prevista dalla Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE, Art. 52(1)-(3)), a cui è stata adeguata la legge italiana.

All’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) inizialmente le commissioni di esame avevano rifiutato la concessione di brevetti basati sul software. Tali decisioni negative sono state in gran parte ribaltate in sede di appello, utilizzando argomentazioni che poi hanno portato alla formulazione, nel 1985, di specifiche direttive. Successivamente, vi è stata una evoluzione in senso ancor più liberale, che ha portato ad alcune decisioni particolarmente alla brevettabilità del software. Recentemente, però, vi è stata, apparentemente una inversione di tendenza, sia a livello Europeo, che a livello USA.

Secondo le direttive del 1985, l’ele4nco di attività che non sono considerate invenzione brevettabili trova un fondamento nell’intenzione di vietare la brevettazione di invenzioni prive di carattere tecnico. Però nelle direttive non viene definito cosa si intenda per “carattere tecnico” e quindi per capire quando una invenzione abbia carattere tecnico o meno è necessario interpretare le norme esistenti.

La regola 42 CBE prescrive che la descrizione specifichi il campo tecnico cui l’invenzione si riferisce. In sostanza la CBE richiede che l’invenzione sia dovuta ad una attività umana e non su dovuta solamente a fenomeni di natura.

La regola 42 specifica, inoltre, che la descrizione del brevetto deve chiarire il problema tecnico affrontato dall’invenzione ed il modo in cui esso viene risolto. In sostanza l’invenzione deve essere risolvibile tramite una abilità umana e non può essere basata su una attività puramente mentale od artistica.

La regola 43 CBE specifica che le rivendicazioni del brevetto devono definire l’invenzione in base alle sue caratteristiche tecniche, ribadendo quindi che l’invenzione, per essere brevettabile, non deve essere solamente legata ad aspetti artistici e non può riguardare soluzioni non realizzabili.

In pratica, è stato chiarito che la valutazione del contributo allo stato della tecnica fornito dall’inventore è il criterio da utilizzare per valutare la brevettabilità o meno di una invenzione di software.

In particolare, le direttive riconoscono che un programma di calcolatore, in combinazione con un calcolatore od altra macchina hardware, non deve essere escluso dalla possibilità di brevettazione qualora faccia lavorare la macchina in un modo differente, dal punto di vista tecnico. Questo ha aperto la possibilità di brevettazione di programmi software diretti alla organizzazione e controllo del modo di funzionamento degli stessi calcolatori.

In base a queste considerazioni, sono stati rilasciati brevetti per le seguenti invenzioni:

  • Sistema di filtraggio digitale di un segnale video.
  • Apparecchiatura a raggi X controllata da calcolatore per determinare i parametri di esposizione durante la radiografia.
  • Sistema di visualizzazione di un set di messaggi predeterminati a seconda delle condizioni esistenti in un apparecchio.

Mentre sono stati rifiutati:

  • Sistema per generare automaticamente riassunti.
  • Sistema per rilevare e sostituire espressioni incomprensibili in un testo.
  • Sistema per generare una lista di espressioni semanticamente correlate ad una espressione linguistica.
  • Metodo di rilevamento automatico e correzione di errori omofobi in un dato contesto.