La contraffazione: costi, effetti negativi e possibili rimedi

La contraffazione, ossia la violazione dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale, costituisce un fenomeno largamente diffuso. Basti pensare che, secondo gli studi pubblicati dall’EUIPO tramite l’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, il commercio internazionale di prodotti contraffatti rappresenta quasi il 2,5% dell’intero commercio mondiale, per un importo di circa 340 miliardi di Euro. A livello comunitario, invece, i prodotti contraffatti costituiscono circa il 5% delle importazioni, per un valore di 85 miliardi di Euro, mentre soltanto nel nostro Paese il mercato del falso è stimato in circa 6,9 miliardi di Euro.

            Ad esempio, limitandoci all’Italia, nel settore della produzione di alcolici e vini, la contraffazione costa circa 1,3 milioni di Euro ogni anno, mentre nel settore dei prodotti cosmetici e di igiene personale è stimata in misura pari al 7,8% del consumo, per 4,7 miliardi di Euro annui. I settori maggiormente colpiti sono quelli dell’abbigliamento, dei cosmetici, delle apparecchiature elettriche e dei giocattoli.

            Il fenomeno della contraffazione ha ripercussioni fortemente negative a livello macroeconomico, comportando minori entrate per l’erario, la perdita di migliaia di posti di lavoro (in Italia, secondo la stima del Ministero dello Sviluppo Economico, si calcola che in assenza di contraffazione ci sarebbero 110.000 posti di lavoro in più) e, non da ultimo, forti rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori, poiché i prodotti contraffatti sono in larga parte realizzati senza tenere conto delle norme in materia di salute e sicurezza applicabili nel mercato dell’Unione Europea.

            Naturalmente, poi, le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale hanno un impatto negativo diretto sui ricavi delle aziende colpite dal fenomeno, proprio a causa del calo delle vendite dovuto alla contraffazione, così come su imprese operanti in altri settori rispetto a quello direttamente interessato, posto che i vari settori dell’economia acquistano beni e servizi tra loro per utilizzarli nei rispettivi processi produttivi. Infatti, se le vendite di un settore si riducono a causa della contraffazione, questo settore acquista meno beni e servizi dai suoi fornitori.

            Ma quali sono i rimedi che le imprese possono adottare per prevenire la contraffazione ed attenuare le sue conseguenze?

            Anzitutto, è necessario che le aziende abbiano piena consapevolezza del valore del proprio patrimonio intellettuale, seppure intangibile, e che tengano presente tale valore in ogni valutazione imprenditoriale. In secondo luogo, è doveroso provvedere ad una precisa e completa regolamentazione contrattuale di tutti i rapporti, con fornitori, distributori, partner commerciali e collaboratori a qualsivoglia titolo, al fine di prevenire eventuali attività di contraffazione. E’ poi conveniente ricorrere alle ulteriori forme di tutela preventiva che il nostro ordinamento giuridico offre, vale a dire la registrazione di marchi, disegni e brevetti.

            Nondimeno, una mirata attività di sorveglianza del mercato, anche doganale, può consentire di avere conoscenza tempestiva del fenomeno di contraffazione e di poterlo contrastare sul nascere, contenendo gli effetti negativi dello stesso. Certamente utile si rivela nella pratica l’adozione di misure di tracciabilità dei prodotti, nonché la predisposizione di sistemi, anche materiali, anti contraffazione.

            In caso di violazione, è possibile agire dispiegando le svariate ed efficaci misure previste dalla vigente legislazione a tutela del soggetto che si ritiene leso nei propri diritti di proprietà intellettuale. A tal fine, sono certamente efficaci la azioni di natura civile, specialmente cautelari, con cui il soggetto che ritiene violati i propri diritti può, ad esempio, riuscire a precostituirsi le prove della contraffazione prima di instaurare una controversia, ovvero ottenere il sequestro o l’ordine di ritiro dal commercio della merce in contraffazione, l’ordine del giudice che inibisca il contraffattore dalla fabbricazione, dal commercio e dall’uso delle cose costituenti violazione dei diritti, la fissazione di una penale per ogni ulteriore violazione, la distruzione o l’assegnazione in proprietà della merce in contraffazione, nonché il risarcimento dei danni patiti e la pubblicazione della sentenza.

            Senza dubbio proteggere la proprietà intellettuale è premiante. La conferma arriva anche da un recente studio dell’EUIPO, effettuato su un campione di 9.000 piccole e medie imprese dell’Unione Europea. Il 60% delle aziende ha infatti affermato che l’aver protetto i propri diritti di proprietà intellettuale ha avuto effetti positivi sull’attività, in particolare aumentando la reputazione e l’immagine di affidabilità, nonché rafforzando le prospettive di business nel lungo termine.