Decreto Attuativo del Credito d’Imposta per la ricerca e sviluppo

Ieri Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo Economico, durante i lavori di chiusura dell’Assemblea di Confindustria tenutasi all’Expo di Milano, ha annunciato alla platea l’avvenuta firma del decreto attuativo del credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo operativo per il quinquennio 2015-2019.
E’ una notizia che si attendeva da tempo e che è stata accolta dagli imprenditori con grande entusiasmo; per poter conoscere i contenuti di tale provvedimento si dovrà attendere ancora qualche giorno, in quanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avverrà solo dopo la registrazione da parte della Corte dei Conti.
Il suddetto credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo originariamente previsto dall’articolo 3 del Dl. 145/2013, che doveva in teoria essere operativo per il periodo d’imposta 2014, è stato riformulato dai commi 35 e 36 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità 2015. Il credito d’imposta, a seguito della citata riformulazione, allo stato attuale è riconosciuto a tutte le imprese senza alcun limite dettato dalla forma giuridica, dal settore economico in cui si trovano ad operare a dal regime contabile adottato. L’agevolazione, riconosciuta sotto la forma del credito d’imposta, è volta ad incentivare gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Vengono agevolate le seguenti voci di spesa:

a) Costi relativi al personale altamente qualificato;
b) Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio;
c) Spese relative a contratti di ricerca stipulati con enti di ricerca, organismi equiparati e con altre imprese comprese le start up innovative;
d) Le spese relative a competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

Di queste voci sono agevolabili le spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, andando in questo modo ad istituire un meccanismo incrementale avente come base di calcolo una media fissa (periodi d’imposta 2012, 2013 e 2014).
Sull’eccedenza determinata rispetto alla suddetta media fissa viene calcolato il credito d’imposta riconosciuto alle aziende attraverso l’applicazione di due differenti aliquote: in particolare tale forma di agevolazione spetta nella misura del 25% per le spese indicate ai precedenti punti b) e d), mentre per le spese relative ai punti a) e c) si passa al 50%.
Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario; è fissata anche una soglia minima di spesa pari a euro 30.000.